Capitali illeciti, rischio per gli alberghi vuoti

Domenica 26 Aprile 2020
L'ALLARME
VENEZIA Il rischio più blando sono le speculazioni, quello èiù grave e preoccupante l'infiltrazione di capitali illegali, criminali o mafiosi. L'allarme viene rilanciato dagli albergatori, ma riguarda anche le attività commerciali. Insomma, tutte quell'economia cittadina che ora soffre per la crisi da coronavirus e che lascia sul tappeto imprese sul lastrico ed edifici vuori.
Il mercato immobiliare di Venezia, reso oggi ancor più fragile dalla improvvisa scomparsa dei turisti, potrebbe dunque finire nel mirino degli sciacalli, come sta già accadendo sulla riviera romagnola dove in questi giorni fioccano offerte al ribasso per hotel e strutture turistiche.
LE OFFERTE PREDATORIE
Decine, infatti, le proposte indecenti giunte durante il lockdown agli albergatori di Rimini e dintorni, messi a dura prova dalla crisi e dall'incertezza che grava sul futuro. Le chiamano offerte predatorie. Il tenore è questo: se vendi oggi ti diamo tot milioni, se vendi tra un mese ti diamo due terzi, tra tre mesi la metà. Un fenomeno pericoloso che ha già allertato le forze dell'ordine, la magistratura e i prefetti. Per evitare manovre speculative e truffe si stanno già monitorando e tracciando con particolare attenzione i passaggi di proprietà anche per escludere il pericolo di intestazioni fittizie ed il conseguente rischio di infiltrazioni mafiose in un settore reso più vulnerabile dalla crisi.
«Il problema a Venezia si potrebbe presentare in autunno - commenta Claudio Scarpa, direttore generale dell'Associazione Veneziana Albergatori - quando i proprietari di immobili avranno capito che di fronte a loro c'è solo l'indebitamento, che i contributi statali a fondo perduto saranno scarsi o non ci saranno affatto, che il blocco dei fallimenti oggi disposto dal governo sarà probabilmente venuto meno, anche se noi ci stiamo già muovendo affinché questo non accada».
IL RISCHIO
«Quello sarà il momento in cui, chi è strettamente legato al settore turistico, si renderà conto che la ripresa sarà lunga e più difficile del previsto e bisognerà tener duro ancora per molto - continua Scarpa - In un panorama così fosco, i soggetti più deboli, chi ha un hotel a gestione familiare ma deve anche pagare una decina di dipendenti oltre alle tasse arretrate, trovandosi di fronte a qualcuno pronto ad offrirgli, ad esempio, subito e in contanti 5 milioni, potrebbe cedere alla tentazione di vendere, anche se l'immobile di sua proprietà ne vale 10».
Secondo Scarpa oggi, in un momento in cui il lockdown si alleggerusce e molti credono in una ripresa veloce e non si sentono con l'acqua alla gola, il rischio di cedere a facili tentazioni è ancora remoto, anzi probabilmente se dovessero giungere proposte azzardate salterebbero subito all'occhio come illegali e sarebbero prontamente denunciate.
IL MONITORAGGIO
«Il vero problema è il dopo, l'autunno - ribadisce Scarpa - quando potrebbero infiltrarsi in maniera più discreta e allo stesso tempo pericolosa, soggetti apparentemente integerrimi, puliti, non facilmente riconducibili alla malavita ma che in realtà agiscono come partner e consulenti di un universo losco. Ed è in quel momento, a stagione estiva pressoché perduta, che qualcuno davanti ad una proposta indecente potrebbe cadere. Noi come Associazione di categoria ci poniamo sin da ora come punto di osservazione e di monitoraggio, anzi invitiamo chi dovesse avere informazioni su compravendite sospette di segnalarle immediatamente alle forze dell'ordine o alla nostra associazione, l'Ava, in modo tale da stroncare sul nascere qualsiasi traffico poco trasparente».
Claudia Meschini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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