Vendemmie, si torna alla normalità

Mercoledì 28 Agosto 2019
Vendemmie, si torna alla normalità

RACCOLTA ALLE PORTE
PORDENONE Di questi tempi, negli ultimi anni, il lavoro nei vitigni per la raccolta dell'uva era già iniziato. In alcune annate la vendemmia era stata anticipata addirittura a subito dopo il Ferragosto. Questione di clima. In particolare del meteo nei mesi di maggio e giugno. Quest'anno, rispetto a quanto accaduto nel recente passato, c'è invece un ritardo. Nessuno ha già cominciato e nei campi si attende ancora qualche giorno. Sempre con un occhio attento alle previsioni meteo. Non c'è ovviamente un calendario che vale per tutti. Ma nel territorio del Friuli occidentale la maggior parte delle aziende agricole e delle cantine cooperative (che ricoprono uno spicchio non certo ininfluente nella produzione vitivinicola della Destra Tagliamento) ha messo in conto di iniziare la prossima settimana. Ma c'è chi è propenso ad attendere ancora qualche giorno oltre la prima settimana di settembre. Insomma, sembra di essere tornati un po' indietro negli anni quando le vendemmie cominciano a settembre inoltrato. Più che di un ritardo nell'avvio della raccolta nei vigneti si preferisce parlare di un ritorno alla normalità.
IL CLIMA
A causare lo spostamento in avanti della vendemmia targata 2019 sarebbero state le bizze del tempo nei mesi di maggio e giugno. In particolare le piogge e le temperature non troppo alte della tarda primavera che hanno causato un ritardo complessivo nelle fioriture e successivamente nelle maturazioni. Tant'è, al clima non si comanda e l'agricoltura deve adattarsi ai tempi della natura. Settimana prossima, dunque, il via alla vendemmia che - come da tradizione - comincerà con la raccolta dell'uva a bacca bianca. In particolare nel territorio del Friuli occidentale con il pinot grigio (che è la varietà più diffusa) a seguire le altre varietà di bianco. Per il prosecco bisognerà attendere qualche giorno. Per quest'ultima varietà si preferisce attender qualche giorno in più. Poi sarà la volta delle uve a bacca rossa. Stando alle previsioni degli esperti la quantità di raccolto di quest'anno sarà inferiore - si ipotizza dal 10 al 20 per cento - rispetto all'anno scorso. È però necessaria una precisazione: l'annata 2018 - sempre in seguito alle particolari condizioni meteo dei mesi precedenti - è passata in archivio come un'annata da record sul fronte della quantità. Le premesse climatiche di quest'anno inducono invece a prevede una quantità inferiore di raccolto. Non dovrebbe essere invece compromessa la qualità del prodotto, salvo bizze del tempo dell'ultimo minuto. Ma le previsioni, almeno a breve, non dovrebbero riservare sorprese. «Siamo tornati con l'inizio delle vendemmia a settembre. Più che un ritardo - sottolinea Antonio Bertolla, direttore Coldiretti di Pordenone - è un ritorno a quelli che erano i tempi normali. Negli ultimi anni c'era sempre stato un anticipo a causa del clima. E il clima è anche la variabile rispetto alla quantità, sulla quale non vi sono però particolari preoccupazioni dei produttori».
STOP PROSECCO
Intanto, dopo che nell'ultimo decennio si era registrata una forte crescita, sta rallentato la messa a dimora di prosecco. La chiusura dei bandi per nuove superfici da parte del Consorzio di tutela sta causando in provincia una frenata. Provincia che, negli ultimi anni, ha guadagnato molti punti in regione rispetto alla quantità complessiva di produzione vitivinicola: il Friuli occidentale è ormai ai vertici regionali.
D.L.
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