Scuola, allarme assenze tra il personale non protetto

Venerdì 26 Novembre 2021
Scuola, allarme assenze tra il personale non protetto

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PORDENONE Dal 15 dicembre anche gli insegnanti, i bidelli e i dipendenti amministrativi delle scuole saranno di fronte a un bivio: dovranno vaccinarsi se vorranno continuare a lavorare, il tampone non basterà più. Non scatterà nemmeno in questo caso il licenziamento - il decreto su quel punto è chiaro - ma la sospensione dal lavoro sì, senza stipendio. Il mondo della scuola del Friuli Venezia Giulia, quindi, si troverà di fronte a un nuovo problema. Ha superato senza pesanti scossoni l'introduzione del Green pass normale, cioè quello che prevedeva anche la possibilità di effettuare il tampone. Sono stati pochi, alla fine, i dipendenti che hanno rinunciato anche ad effettuare gli esami diagnostici periodici. Ma ora il problema è diverso, perché di strada fondamentalmente ne è rimasta una sola: la vaccinazione. E si calcola che in tutta la regione sia pari a circa il 15 per cento la quota del personale scolastico non immunizzato.
Il rischio c'è: è possibile che una parte di questo 15 per cento scelga di mantenere fede alle proprie convinzioni e di non procedere all'immunizzazione. Il risultato sarebbe un'altra emergenza nel mondo della scuola, che oggi non ha a disposizione abbastanza supplenti per le sostituzioni.
Teresa Tassan Viol, presidente dell'Associazione nazionale presidi del Friuli Venezia Giulia, delinea così lo scenario del prossimo futuro: «Come presidi - spiega - avevamo caldeggiato da subito l'introduzione dell'obbligo vaccinale per il personale scolastico e la nuova norma ci trova totalmente d'accordo. Ora chi ancora non lo ha fatto dovrà vaccinarsi, per noi i prossimi saranno giorni cruciali. È la fine di questo stato di ambiguità e come Associazione nazionale presidi siamo soddisfatti. Non nascondiamo però una certa preoccupazione, dal momento che se una parte del personale ancora non immunizzato decidesse di tenere fede alla propria linea ci troveremmo in difficoltà. Il problema è quello della mancanza di supplenti». Si tratta di un fatto cronico, che andrebbe ad impattare soprattutto sugli Istituti comprensivi, dove il problema delle supplenze è sentito in modo particolare sul territorio regionale.
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