Sarà la città dei cantieri Venti opere al via nel 2019

Domenica 16 Dicembre 2018
LA MANOVRA IN MUNICIPIO
PORDENONE Ci sono i numeri che giù si conoscevano: 20 milioni di euro di investimenti, un aumento di circa il 500 per cento della spesa per le opere pubbliche, tutte le percentuali - accompagnate dalle polemiche - della tassazione comunale. Poi però c'è un modo più schietto di leggere il bilancio che approderà in consiglio comunale il 20 dicembre. Basta tradurlo, ripetendo una sola parola: cantieri, cantieri, cantieri. La manovra pordenonese, se la si dovesse raffigurare, prenderebbe le sembianze di una grande ruspa. E la città, che sarà toccata materialmente dalla traduzione pratica dei numeri, sarà letteralmente scavata da gennaio a dicembre del 2019. Il sindaco Alessandro Ciriani, durante la presentazione del documento andata in scena ieri mattina, ha usato una locuzione: «La quantità di cantieri che abbiamo in programma mi fa tremare le vene ai polsi. Creeremo disagi ai cittadini, ne sono certo, ma vogliamo una città diversa e le difficoltà saranno un viatico necessario». L'immagine è quella di una città da rifare.
LA LISTA
Tra le numerose opere: riqualificazione del centro storico; asse viario via San Valentino e via Piave e quartiere Torre; viale Marconi (foto sotto), piazza Duca d'Aosta e ring; messa in sicurezza di viale Grigoletti. Sistemazioni anche al Palazen e al polisportivo di Villanova e l'area esterna della palestra di via Peruzza (Torre). E ancora: lo scarico delle acque meteoriche in via Piave, la trasformazione dell'ex biblioteca, l'adeguamento sismico delle scuole Gabelli e IV Novembre, la messa in sicurezza di viale Grigoletti, l'abbattimento delle barriere architettoniche, la riqualificazione dell'abitato di Rorai, gli adeguamenti a Casa Serena e alla casa anziani di Torre, l'housing sociale (vi entreranno circa 15 anziani) in via San Quirino, il centro di aggregazione di via Prata a Vallenoncello, i due milioni per le riqualificazioni ambientali e i percorsi ciclopedonali. Senza dimenticare piazza della Motta (foto sopra) e le due nuove case di riposo. «Risistemare tutta Casa Serena - ha detto Ciriani - sarebbe stata una follia». E ancora la nuova Lozer, con i soldi della Regione (ci sono 73 domande di progetto, il documento lo si avrà all'inizio dell'estate), ma anche la trasformazione degli spazi vuoti come l'ex asilo di largo Cervignano, gli ex locali della Provincia, la struttura di via Selvatico.
IL COMMENTO
«Un Bilancio ha sintetizzato l'assessore Mariacristina Burgnich - che guarda ai cittadini di Pordenone e al futuro della città». I cantieri si snoderanno nel biennio 2019-2020. «Un bilancio di sviluppo e prospettiva che prevede una ristrutturazione complessiva della città, con opere pubbliche e riqualificazioni per i prossimi 30-40 anni», ha sentenziato Ciriani.
LE TASSE
Agromento spinoso che di recente ha generato polemiche. Cosap e Irap restano ferme. Si discute soprattutto di Imu: i negozi sfitti a Pordenone sono circa il 25 per cento del totale. Uno su quattro. La manovra colpirà i proprietari, che nel cosiddetto ipercentro pagheranno il 10,6 per mille. Se nel 2019 lo spazio sarà affittato, si potrà godere dell'arrivo al sei per mille. Aliquote agevolate per i negozi del centro e per chi apre una nuova attività dentro il ring. Stesso discorso per la Tasi: 2,5 per mille agli sfitti, 1,25 per tutti gli altri. L'obiettivo è quello di calmierare gli affitti ed evitare i soliti buchi nel triangolo tra piazza Risorgimento, viale Marconi e via Trento. È un po' come l'ultima carta da giocare.
Marco Agrusti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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