«Sanità, nave nella tempesta vicina all'ammutinamento»

Domenica 24 Gennaio 2021

SACILE
«Promesse tante, fatti zero e la nuova riforma sanitaria del centro destra che ha confermato i tagli della precedente, tanto criticata». In una città in cui era calato il silenzio sul futuro della sanità Liventina, si alza forte e dura la voce di Gianfranco Zuzzi, Movimento Cittadinanza attiva Sacile, Luigi Zoccolan, Comitato Notagli alla sanità e Paolo Riccio, Ada - l'Associazione per i diritti degli anziani, per denunciare che «dopo tre anni, l'unica certezza è che dell'ex Ospedale di Sacile non se ne parla, mentre si aggrava la situazione, con servizi sospesi e non più riattivati, lunghe liste d'attesa, il Pronto soccorso di Pordenone intasato, una carenza di posti letto che vede decine di pazienti ospitati fuori reparto o in altre strutture, il personale allo stremo e malati non Covid che non riescono ad accedere ai servizi e, infine, con i pazienti fragili che scelgono di non recarsi in ospedale per il timore del contagio. Se il buon giorno si vede dal mattino, le previsioni sulla sanità liventina e pordenonese lasciano presagire tempo fortemente perturbato». La triade invitana ora, i sindaci dei 7 comuni del Servizio sociale Livenza Cansiglio Cavallo, «a riappropriarsi di un ruolo centrale, loro riconosciuto dalla normativa regionale attraverso la Conferenza dei sindaci, di indirizzo sulla futura sanità locale per i prossimi anni, rifiutando di sottoscrivere o compartecipare a diktat proposti dagli armatori regionali che, spesso con arroganza, ignorano i bisogni e la voce della nostra gente e che, dopo aver fatto tante promesse ai cittadini hanno abbandonato la nave e i passeggeri, lasciandoli in balia della burrasca.
NAVE NELLA TEMPESTA
Una nave che - affermano i rappresentanti dei Comitati - non ha mai raggiunto le importanti mete che si era prefissa, limitandosi a una deludente traversata con macchine al minimo, fino all'incontro con la tempesta perfetta, l'uragano Covid-19, che l'ha definitivamente mandata fuori rotta». «La nave che anni or sono era uno dei gioielli della flotta regionale, apprezzata anche da clienti di fuori regione, - concludono i tre rappresentanti cittadini - fra ristrutturazioni sbagliate, numerose falle, a cominciare dal comandante nominato dall'armatore Fedriga, è in balia delle onde, con carenza di ufficiali di comando (primari), membri dell'equipaggio (il personale sanitario) più volte vicino all'ammutinamento, mai attuato solo per rispetto verso i passeggeri (degenti). Insomma, un libro dei sogni mai aperto.
M.S.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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