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La corsa al Municipio si fa più rovente Il cimitero islamico divide i candidati

Venerdì 12 Febbraio 2021
CIMITERO ISLAMICO
PORDENONE Il caso che ha acceso i riflettori sul problema è stato quello di una donna albanese di religione musulmana, residente da tempo a Fiume Veneto, che ha potuto essere sepolta solamente 19 giorni dopo la morte, e solo grazie alla disponibilità del Comune di Calendasco. Ma si tratta di una vicende che potrebbe replicarsi, potenzialmente, oltre 14mila volte. Tante sono infatti, secondo le stime, le persone di religione islamica residenti nell'area vasta pordenonese: agli 8.108 fedeli islamici con cittadinanza straniera se ne aggiungono 6.371 con cittadinanza italiana. Le restrizioni sanitarie hanno infatti trasformato una questione già esistente in una emergenza nell'emergenza, impedendo il rimpatrio delle salme nei Paesi d'origine.
IL PD
Prima a porre la questione è la Federazione provinciale del Pd, che ha organizzato un convegno per analizzare il problema, perché spiega il segretario Giorgio Zanin è tempo di ragionare in modo pacato e di trovare soluzioni condivise. Con l'emergenza pandemica che blocca le frontiere e una realtà in crescita di musulmani che vivono e lavorano in Italia e non torneranno più nei paesi di origine, bisogna trovare risposte di equità e concretezza amministrativa. C'è anche il tema della seconda generazione e degli italiani convertiti all'Islam - aggiunge il consigliere regionale Chiara Da Giau -. La legislazione nazionale prevede la possibilità di destinare degli spazi nei cimiteri, che sono luoghi laici, alle sepolture non cattoliche, mentre la legge regionale non ne parla in maniera esplicita. La proposta potrebbe essere quella di modificare la legislazione regionale oppure intervenire sui regolamenti comunali. L'ipotesi è quella di istituire, se non dei veri e propri cimiteri musulmani, delle aree dedicate all'interno dei cimiteri, come hanno fatto secondo l'Ismu 58 dei circa ottomila Comuni italiani.
CIRIANI E ZANOLIN
Un'ipotesi che divide i due candidati sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani e Gianni Zanolin. Bisogna trovare uno spazio in un cimitero cittadino per la sepoltura delle persone di fede islamica perché è un loro diritto sostiene quest'ultimo -, nello stesso modo in cui questo diritto viene riconosciuto da secoli in molte città agli ebrei. Non vedo alcuna difficoltà nel trovare un luogo da destinare a questo, nel rispetto di tutte le regole previste dalla religione musulmana. Per molte famiglie il rimpatrio delle salme rappresenta un costo eccessivo, ma è anche un dolore seppellirle con modalità che non sono quelle imposte dalla loro fede. Di parere opposto il sindaco Alessandro Ciriani: proprio perché il cimitero è un luogo laico e non è un terreno consacrato, può accogliere tutti: cattolici, atei e persone di qualsiasi fede. Noi abbiamo sempre dato accoglienza a tutti e abbiamo cercato di andare incontro alle richieste. Non credo sia necessario fare un investimento su Pordenone, e realizzare un'area specifica all'interno di un cimitero sarebbe tutt'altro che facile. In futuro se ne potrà parlare, ma in questo momento non è una priorità. Inoltre, si tratta di una questione che andrebbe affrontata anche con gli altri Comuni.
IL CONVEGNO
L'appuntamento è per domani alle 10 su Zoom. Si partirà dai dati sulla presenza islamica nel territorio pordenonese per approfondire con il contributo di Nadia Bouzekri, vicepresidente Ucooi, le tradizioni culturali e le norme religiose che riguardano la sepoltura islamica, mentre con Angelo Venchiarutti, professore associato di diritto privato, si valuteranno gli indirizzi della normativa. Il seminario si terrà sulla piattaforma zoom all'indirizzo https://us02web.zoom.us/j/87249908427?pwd= Y0hZTWxYTXh2UDVVakE4T3g0RURTZz09 , sarà possibile seguire l'evento anche su Facebook.
Lara Zani
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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