Gioco di squadra, 60 milioni da Trieste

Domenica 16 Dicembre 2018
IL BOTTINO
PORDENONE Solo l'arrivo della Protonterapia al Cro di Aviano, che sarà formalizzato dallo stanziamento che passerà in giunta regionale tra qualche giorno, potrebbe bastare. In realtà c'è di più. Ci sono più di 60 milioni di euro per «far ripartire la provincia di Pordenone», intesa ovviamente come entità territoriale e non come ente politico ormai scomparso.
La maratona corsa dai consiglieri regionali per approvare la manovra 2019 è terminata all'alba di ieri, e per Pordenone è stata un'alba radiosa. Infrastrutture, sanità, viabilità, scuole, beni artistici e culturali: la pioggia di denaro in arrivo da Trieste interessa la città-capoluogo così come i Comuni, dai più grandi ai più piccoli. Se si escludono i 34 milioni di euro complessivi che serviranno a garantire il macchinario per la protonterapia al Cro, solo Pordenone (intesa come città) è stata capace di attirare a sé più di 15 milioni di euro. Dieci milioni, un vero bottino, finiranno all'Interporto. Con il completamento della Pedemontana veneta, il centro di Villanova potrà diventare lo snodo principale ovest-est tra il trasporto su gomma e quello su rotaia. Poi ci sono i 5 milioni affidati direttamente nelle mani del sindaco Ciriani.
LE STIME
Gli investimenti definiti strategici in provincia di Pordenone toccano in totale quota 20 milioni, dato buono solo per il primo anno, il 2019. «Crediamo che il Friuli Occidentale - ha detto l'assessore regionale Stefano Zannier - non abbia mai visto così tanti soldi in una sola volta».
Per fare un esempio, solo a Spilimbergo arriveranno i contributi necessari alla realizzazione di tre opere: la ristrutturazione dello stadio Giacomello, i lavori alla scuola del mosaico e la riqualificazione del centro storico medievale. A Sacile ecco altri due milioni e mezzo, una somma che comprende anche la pulizia e la messa in sicurezza dei corsi d'acqua. A Porcia ci sono i fondi per villa Dolfin, a Fontanafredda spazio a scuole e viabilità, a Cordenons si risolverà l'annosa questione legata al futuro dell'ex macello comunale. La prossima settimana, poi, sarà la volta dei trasferimenti correnti. Si aprirà un'altra partita importante. Come anticipato, poi, si sta ripensando anche al prolungamento della Cimpello-Sequals sino a Gemona, e quindi all'imbocco dell'autostrada A23.
I NEI
Ci sono anche opere che sono rimaste fuori dalla Finanziaria regionale. Spicca ad esempio il raddoppio del ponte sul Meduna.
L'opera, che a dire il vero deve ancora essere progettata, dovrà essere finanziata soprattutto da Roma, così come gli altri interventi da realizzare lungo la Pontebbana. Resta fuori anche la cosiddetta metropolitana di superficie tra Casarsa e Sacile. «In consiglio regionale - ha ammesso il vicepresidente Riccardo Riccardi - si è parlato tanto di Pordenone». In proporzione, più che di altre province. Non si può dire che sia andata male.
Marco Agrusti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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