Albano, l'artista dipinge l'Europa

Giovedì 27 Agosto 2015

Partito da Pordenone a 26 anni, dopo aver fatto il liceo classico e la Scuola interpreti di Trieste, il 34enne Vincenzo Albano vi fa tappa con una mostra tra il suo trasferimento da Londra a Dubai, nella quale le sue ultime opere dialogano con le prime nate sulle rive del Noncello. Per l'avviato connubio arte/cibo del locale Alla Stazione per l'apericena/vernissage di questa sera (ore 19) è stato scelto il giovane pittore pordenonese, appassionato anche di musica e fotografia, conduttore di un programma musicale per una radio triestina. Quando ha scoperto la sua vena artistica? «A 15 anni, inizialmente seguito da un insegnante, poi ho cercato da solo di sviluppare un mio stile, a partire dalle ispirazioni che venivano da Picasso, Dalì e Matisse. Sono autodidatta a parte un corso fatto al Central Saint Martins College of Art and Design di Londra». Tra tanti lavori e viaggi - e una parentesi musicale come chitarra e voce dei Masnada Folk, che suonarono in piazza al primo maggio 2002 a Pordenone sotto la veste di Scalarossa - la pittura è una costante nella sua vita. «Terminati gli studi, volevo andare all'estero e ho accettato la prima proposta arrivata: all'Ibm in Scozia, in un posto tremendo, segnato da delinquenza e disagio sociale, scelto da Ken Loach per il suo film Sweet Sixteen. Dopo l'accoltellamento di un amico sono fuggito ad Amsterdam: lì, tra bicicletta e spazi verdi i miei quadri hanno preso respiro. Dopo 3 anni mi sono trasferito a Londra, dove ho lavorato in un'azienda pubblicitaria. Nel frattempo facevo mostre e ho trovato una Galleria che mi rappresentava». Dove ha esposto finora? «Le prime mostre le feci in alcuni locali a Pordenone e poi a Trieste. Nel 2007 al Centro Pubblico per l'Arte Contemporanea di Venezia A+A, nel 2009 ad Amsterdam, poi a Londra. Particolare è stata la collettiva tra Londra e Chicago "The Simple Good". L'ultimo lavoro è stato un live painting per il carnevale giamaicano di Brixton a Londra». E nel cassetto cosa c'è? «Alcuni racconti, mai pubblicati, e dei fumetti, regalati agli amici. Ho anche un sito dove pubblico le mie foto». Cosa la spinge ora a Dubai? «Seguo la mia compagna, incaricata dell'espansione di una rivista di arte contemporanea. Lì vorrei creare un luogo che riunisca start up e nuovi progetti, una sorta di co-working, e sicuramente dipingere di più». Come ha ritrovato Pordenone? «Evoluta e sorprendente, ci ho trovato i murales del progetto Fuori Luogo, che avrei potuto trovare a Berlino o concerti di gruppi londinesi e seguo con attenzione i progetti di Teardo sempre più lanciato a livello internazionale. Mi piace anche che un luogo dormiente come il Dopolavoro Ferroviario, sia rinato come locale Alla Stazione e venga utilizzato in modo creativo». La mostra sarà aperta fino al 28 settembre.
© riproduzione riservata