Martedì 3 Dicembre 2019, 00:00

Schiava per 11 giorni nella casa dei profughi. Quel sospiro di sollievo all'entrata dei carabinieri

PADOVA - Cercava amore. Invece ha trovato solo violenza, terrore e botte. Quando i carabinieri l'hanno trovata, rannicchiata mezza nuda, piena di lividi e affamata, nel letto del suo aguzzino, si è sciolta in un sospiro di sollievo, come se per la prima volta dopo giorni di orrore riuscisse nuovamente a respirare. Ha 22 anni la vittima di Peter Chiebuka, nigeriano 26enne, richiedente asilo, che dopo una proposta di matrimonio, ha convinto la giovane a lasciare Praga per venire a vivere da lui a Tribano.
 
 




E in quella palazzina di quattro unità, in via Mazzini, gestita dalla cooperativa Edeco, la ragazza ceca è stata segregata per undici giorni: picchiata, rapinata e stuprata, probabilmente nell'indifferenza degli altri ospiti
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