Riciclaggio, oggi Mingardo davanti al gip

Venerdì 17 Maggio 2019
Riciclaggio, oggi Mingardo davanti al gip

GLI INTERROGATORI
PADOVA É in programma stamattina alle 9.30 a Palazzo di giustizia l'interrogatorio di garanzia di Gianni Mingardo, il 59enne faccendiere di Abano, finito al Due Palazzi con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata all'evasione fiscale, al riciclaggio e all'auto-riciclaggio, nell'ambito dell'inchiesta che ha portato la Guardia di finanza ad indagare 45 persone. Mingardo sarà sentito, in presenza del suo legale, l'avvocato Renato Alberini, dal giudice per le indagini preliminari Claudio Marassi. In mattinata, è in calendario anche l'interrogatorio per rogatoria davanti al gip di Vicenza del socio in affari di Mingardo, Luigi Scudella (difeso dal penalista Emanuele Fragasso jr). Il 58enne, originario di Gazzo ma domiciliato nel capoluogo berico, è infatti ristretto nel carcere San Pio X di Vicenza.
A seguire il gip Marassi interrogherà pure i due indagati agli arresti domiciliari, l'amministratore delegato della Mg Group srl, Raffaele Costa, 47 anni, padovano con residenza a Chioggia, e il procacciatore d'affari Massimo De Silvestro, 49 anni, di Santa Maria di Sala.
CARCERE PER SETTE
Sono complessivamente dodici le persone sottoposte a misura cautelare (per altre tre non è stato adottato alcun provvedimento in quanto abitualmente residenti all'estero). Il gip ha comunque accolto solo parzialmente le richieste della Procura. Erano sette gli indagati per i quali si chiedeva il carcere: oltre ai quattro raggiunti dalle misure più gravi hanno rischiato di finire dietro le sbarre Monica Bison, 51 anni, di Campodarsego, dipendente di Mg Group Srl, l'imprenditore Ra Sfriso, 40 anni, di Marcon, e l'esperto commercialista Dario Dozzi, 46enne, di Portogruaro. Avevano tutti un preciso ruolo all'interno dell'organizzazione, dedita all'emissione di fatture per operazioni inesistenti finalizzate a ripulire milioni di euro di denaro sporco attraverso società di comodo e conti correnti in banche di Croazia, Slovenia e Slovacchia. La lunga indagine condotta dai baschi verdi del tenente colonnello Luca Lettere ha consentito di accertare la serialità delle condotte degli indagati, in un arco temporale che risale addirittura al 2012, la potenziale durata indeterminata del sodalizio, con continui adattamenti ai problemi che sorgevano (tra cui i numerosi controlli fiscali alle società coinvolte), la suddivisione dei ruoli e la stabile disponibilità di strumenti e mezzi.
Sono state le intercettazioni telefoniche ed ambientali a fare luce sulle attività illecite condotte con sistematicità dalla banda. Ed è stato possibile verificare anche quale fosse il reale ruolo delle società estere. Mingardo e Scudella, amministratori di fatto della Mg Group Srl, hanno sempre operato quasi esclusivamente in Italia, con clienti e fornitori nazionali, interponendo comunque le società croate e slovene nella maggior parte delle operazioni commerciali effettuate con l'azienda padovana, pur in assenza di qualsiasi logica commerciale.
Il sistema si basava su società cartiere che avevano il compito di generare movimentazioni di beni e servizi emettendo fatture per operazioni inesistenti nei confronti di Mg Group Srl, mai per più di un anno, senza adempiere agli obblighi fiscali nei confronti dell'erario. Una volta ottenuto il pagamento, le cartiere effettuavano bonifici sui conti correnti di tre società estere con sede in Slovacchia, Croazia e Slovenia, gestite dai membri dell'associazione e utilizzate per riciclare i proventi illeciti della frode. I soldi venivano infine fatti rientrare in Italia con bonifici o trasferimenti in contanti, ed erano reinvestiti in società immobiliari o mediante l'acquisto di beni di lusso.
Luca Ingegneri

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