Pediatria, cinque idee per la Soprintendenza

Giovedì 12 Dicembre 2019
IL VERTICE
PADOVA È durato oltre due ore il primo incontro sulla nuova pediatria fra i vertici della Soprintendenza - Fabrizio Magani, l'ispettore di zona Edi Pezzetta Francesca Vendittelli dell'Archeologica - e il direttore generale dell'Azienda ospedaliera Luciano Flor con il progettista Maurizio Striolo.
Questi ultimi hanno presentato ai funzionari un prospetto con cinque ipotesi di modifica dell'impianto originario, nel senso indicato dalla Soprintendenza. Ovvero mantenere il rispetto dei luoghi e una cucitura fra il nuovo edificio e la cinta muraria del 500. «Ho chiesto loro almeno 10 volte di avere garanzie che il parco della mura si farà» dichiara il Soprintendente. «Non ne faccio una questione di altezze o di centimetri, ma l'importante è stabilire un nesso fra quelle mura e quella cosa, entrambi importanti, due vanti della città».
LE POSIZIONI
«In ogni caso coltivo il pensiero che i colleghi hanno delineato, cioè che sia inserita in un quadro complessivo perché l'area è delicata. Barra a dritta e nessun cambio di passo». Insomma chi pensava a un Soprintendente più elastico ha sbagliato indirizzo. Flor ha risposto che il sigillo sarà rappresentato dall'Accordo di programma, che è il documento più alto che le amministrazioni coinvolte possano produrre. Spingendosi a dire che il bando per la progettazione del parco potrebbe partire entro il 2020.
Perchè ormai è questo il punto. «Con la direzione generale di Roma abbiamo deciso di non apporre il vincolo di tutela indiretta che avrebbe significato non fare l'opera». Dunque la Sovrintendenza conferma quello che fu deciso un tempo: l'edificio si trova fuori dal vincolo di tutela. Ma dovrà obbedire alla valorizzazione del bastione Cornaro.
Così i progettisti hanno presentato cinque idee che dovranno trovare una quadra entro la metà di gennaio quando è prevista la conferenza dei servizi definitiva nell'ambito della Vas, la valutazione ambientale strategica dell'opera. Quella che darà il via ai lavori in pratica. Con la Regione che ha deciso di aumentare il budget di altri 5 milioni rispetto ai 43 di base poi saliti a 51.
LE IPOTESI
La doppia pelle in vetro, resta ancora in campo almeno come ipotesi. Anche se a 2mila euro al metro quadro finirebbe per costare 13 milioni. Troppo. Comunque è suggestiva perchè prevede un'intercapedine di un metro fra il vetro e la parete vera e propria che servirebbe come camere di ventilazione per regolare la temperatura. Questa ipotesi comunque, convince poco gli stessi funzionari. La seconda ipotesi è allargare le vetrate della facciata, aumentando dunque la levità dell'impatto immettendo un vetro antincendio di particolare qualità capace di resistere al fuoco per 60 minuti. La spesa è fra i 6 e gli 8 milioni. La terza è alleggerire i fianchi dell'edificio, in particolare le scale esterne in acciaio finora coperte da un involucro marrone e togliere gli elementi che distolgano dall'attenzione alle Mura con un accento particolare al verde e alle alberature. L'appalto è stato vinto con un colore perla e finestre molto saturate. L'idea è di schiarire il tutto e fare i primi due piani in vetro per alleggerire la mole nella visione dal basso. La quarta idea sono i mattoni faccia a vista. Esplorati dai progettisti, costano 2,3 milioni di euro ma accrescebbero la pesantezza. La quinta idea è creare una specie di arredo vetrato in esterno agganciato a una certa distanza dalla parete. Costa mille euro al metro quadro. Andrebbe posizionato solo in un angolo dell'edificio quello che guarda verso il Cornaro. Spesa 4 milioni. Infine è stato valutato anche il cosiddetto bosco verticale, costruito con delle solette esterne. Costa 2 milioni però sarebbe la manutenzione a incidere.
Mauro Giacon
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