«Non farmi gli auguri oggi, porta sfortuna»

Sabato 18 Settembre 2021

GLI AMICI
RUBANO «Dorjana? L'ho incontrata giovedì e volevo farle gli auguri. Lei mi ha detto no, no, che porta sfortuna. Io ho riso, il compleanno era pure di venerdì 17, e abbiamo scherzato anche su questo. Oggi? Oggi mi si è gelato il sangue nelle vene».
È un sorriso triste quello che si apre sul volto di Alfredo Rampazzo quando parla di Dorjana Cerqueni. Lui è amico da una vita del marito, Galdino Nicoletti, 81 anni, molto noto e amato in paese. La sua famiglia tutti la conoscono in paese e non solo per via del mobilificio che porta il loro nome e il cui laboratorio artigiano si trova proprio nello stesso cortile della villetta di via Palù dove ieri si è consumato l'omicidio-suicidio. I Nicoletti sono persone benvolute, tutto il quartiere apprezza la solarità di Dorjana e la composta riservatezza di Galdino.
«Era una donna splendida e di compagnia - ammette Alfredo Rampazzo - suo padre non si era mai messo via il fatto che si fosse sposata col suo socio in affari, un uomo che era quasi suo coetaneo. Stellio Cerqueni l'avevo visto in passato, quando Galdino aveva iniziato a fare affari con lui. Era come un soldato tedesco, di quelli cattivi. Uno tutto d'un pezzo che non lasciava correre niente. Che sua figlia si fosse messa con Galdino non l'aveva mai digerito, vuoi per la grossa differenza d'età, vuoi per altri problemi di carattere economico che sono emersi con gli anni».
Con gli occhiali scuri calati sugli occhi gonfi di lacrime e le mani strette a pugno sul nastro rosso e bianco tirato dai carabinieri per chiudere la strada, ci sono due donne con altri due amici. Abitano poco distante e sono arrivate di corsa per stare vicino a Galdino Nicoletti e ai figli. «Mi ha chiamato Paolo (il figlio maggiore di Galdino Nicoletti, ndr), l'altro figlio, Michele, sta prendendo l'aereo per tornare a casa dalla Sardegna. Oddio, oddio, Dorjana».
L'amica non riesce a trattenere un singhiozzo quando ricorda quell'ultima telefonata con la donna: «Ci siamo sentite stamattina, le volevo fare gli auguri di compleanno. Le ho chiesto: Come stai?. E lei, ridendo, mi ha risposto: Invecchio».
In famiglia avevano organizzato un piccolo pranzo intimo per festeggiare i sessant'anni di Dorjana. Poi magari i grandi festeggiamenti sarebbero arrivati quando anche Michele, il figlio più giovane, sarebbe tornato a casa dalle meritate vacanze in Sardegna.
«Saremmo magari passate nel pomeriggio - spiega l'amica a fianco al marito - per farle gli auguri e dirci due parole. Invece ho saputo che era successo qualcosa di orrendo. Poi arrivo qui, e vedo i carabinieri».
Ma peggio è andata a una vicina di casa, che ieri mattina poco dopo la tragedia è passata per la strada e ha visto una donna coprire con un telo una persona stesa a terra: «Credevo solo fosse una persona caduta e che la coprissero per il sole, poi ho sentito le sirene e gli elicotteri. Lì ho capito che era Dorjana».
Marina Lucchin
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