LA FIRMA
PADOVA «Qui non stiamo pensando alla Padova di domani. Qui siamo

Giovedì 12 Settembre 2019
LA FIRMA
PADOVA «Qui non stiamo pensando alla Padova di domani. Qui siamo addirittura oltre: stiamo disegnando la Padova del 2030». Fabio Bui, presidente della Provincia, scambia un'occhiata d'intesa con il rettore Rizzuto e sorride: «Abbiamo un'opportunità straordinaria che non possiamo lasciarci scappare». Accanto a loro il sindaco Giordani rilegge il testo dell'accordo e annuisce: «Sì, questo sarà un progetto vincente».
Ieri mattina nella Sala del Consiglio della Fiera di Padova è ufficialmente decollato il progetto per la realizzazione di un grande hub dell'innovazione. Comune, Università, Provincia, Camera di Commercio e Fiera Immobiliare hanno firmato il protocollo che sancisce la volontà di costruire un polo in grado di ospitare tremila studenti di ingegneria mettendoli direttamente in contatto con le aziende. La Fiera di via Tommaseo diventerà così il cuore pulsante della ricerca tecnologica a Nordest ospitando non solo nuove aule per i futuri ingegneri, ma anche il Competence center che si occuperà formare le piccole e medie imprese. Nello stesso contesto troverà posto anche il nuovo centro congressi.
L'INVESTIMENTO
L'Università ha previsto una spesa di 15 milioni di euro e il centro sarà costruito al posto del padiglione 2. È il rettore Rosario Rizzuto ad illustrare l'idea alla base del progetto. «Alla nostra scuola di Ingegneria gli iscritti sono in continuo aumento e trova lavoro il 100% dei laureati, ma non riusciamo comunque a soddisfare totalmente le richieste di ingegneri che arrivano dalle aziende. Stiamo facendo il massimo sforzo e ora aggiungiamo una visione innovativa: i nostri ragazzi diventeranno i motori dello sviluppo tecnologico di domani. È importante - prosegue il rettore - costruire questo polo proprio nel cuore della Fiera. Porteremo giovani e porteremo entusiasmo. Qui non si tratta solo di trovare nuovi spazi per gli studenti di diversi dipartimenti di ingegneria, ma anche di metterli in relazione con il mondo produttivo». Sulle tempistiche il rettore è ottimista ma lascia aperta anche l'ipotesi di un allungamento. «L'obiettivo è inaugurare il centro per l'anno 2021-2022. Se ci saranno rallentamenti ne prenderemo anno, ma questa è una sfida che dimostra la nostra determinazione».
LE PROSPETTIVE
Il sindaco Sergio Giordani esprime tutta la propria soddisfazione: «Dalla collaborazione tra istituzioni nasce una visione integrata della fiera, che per rilanciarsi vuole e deve essere radicata nelle sue tradizioni ma accettare da subito e con coraggio le nuove sfide. Se oggi non osiamo fino infondo siamo destinati al declino. Con questa firma stiamo col giusto anticipo mettendo le basi per grandi prospettive e ricadute positive su tutta la comunità».
LA VOCAZIONE
Concetto simile a quello espresso da Carlo Pasqualetto, consigliere delegato all'innovazione: «Padova ha nel proprio Dna una vocazione legata alla tecnologia e alla ricerca. Grazie a questa scelta visionaria si progetta futuro per la città e si offre uno strumento in più per accrescere la propria competitività. Parliamo di un nuovo modello che rappresenterà l'intero ciclo dell'innovazione: partendo dallo studente, passando per le startup fino alle grandi imprese. Tutto questo avrà una casa a Padova e il campanello sarà in via Niccolò Tommaseo». Sulla stessa linea Franco Pasqualetti, vice presidente della Camera di Commercio di Padova: «Tutte le istituzioni hanno operato in modo coeso e questo lavoro certosino porterà risultati notevoli. Ne trarrà beneficio il tessuto economico».
Parole al miele anche per Enrico Del Sole, vicepresidente di Assindustria Venetocentro per la Ricerca e Innovazione: «È una firma storica. La decisione dell'Università di portare in Fiera la Scuola di Ingegneria rappresenta, se non un punto di svolta, certo una tappa cruciale. Un'idea vincente che ha trasformato una necessità, -quella di avere nuovi spazi e di soddisfare il fabbisogno di ingegneri del tessuto produttivo, nel tassello di una visione innovativa anche a livello nazionale».
LA POLEMICA
Quella di ieri è stata una giornata di sorrisi, strette di mano ed elogi reciproci. Non è mancato però un fuori programma accompagnato da una coda polemica, dovuto all'assenza dell'assessore regionale allo Sviluppo economico Roberto Marcato. «È stato un errore dell'amministrazione comunale. Anzi, mio. Per un disguido ci siamo dimenticati di invitare l'assessore - ha ammesso candidamente Giordani all'inizio della cerimonia -. Ci siamo visti questa stamattina alla commemorazione per l'11 settembre, ma aveva già un impegno e non ha potuto essere qui. Voglio comunque ringraziarlo, ci ha aiutato molto con grande spirito collaborativo». Marcato, però, scuote la testa: «È una sottigliezza, ma è una spia che in questa città c'è qualche problema strutturale. Non sono dispiaciuto per non esserci, ma ciò che è accaduto segnala una debolezza». Polemica a parte, la volontà di Marcato è la stessa: «Padova ha potenzialità straordinarie, dobbiamo portare il mondo qui e offrire prospettive diverse, altrimenti la Fiera chiude».
Gabriele Pipia
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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