La biennale di Architettura Barbara Cappochin lascia Padova e va a Cortina. «Nessun

Giovedì 11 Giugno 2015

La biennale di Architettura Barbara Cappochin lascia Padova e va a Cortina. «Nessun interesse da parte dell'attuale amministrazione» denunciano gli organizzatori. La manifestazione che negli anni ha portato in Salone mostri sacri dell'architettura internazionale come Kengo Kuma, Michele De Lucchi, Zaha Hadid e, ultimo in ordine di tempo, Renzo Piano, lascia la città del Santo dopo 12 anni di collaborazione, sbattendo la porta in faccia all'amministrazione Bitonci.
Nel presentare la settima edizione della Biennale, l'organizzazione spiega che «Cortina d'Ampezzo subentra a Padova nell'ospitare gli eventi e la cerimonia di chiusura del Premio Cappochin, fiore all'occhiello della Biennale, cerimonia che si terrà il prossimo 7 dicembre, allo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d'Ampezzo». «Una decisione, quella di lasciare Padova, frutto del disinteresse della nuova amministrazione comunale per questa importante iniziativa che l'anno scorso ha visto la presenza di migliaia di giovani alla lectio magistralis dell'architetto Renzo Piano e decine di migliaia di visitatori», spiegano ancora gli organizzatori. Sulla questione, in serata, ieri è intervenuto lo stesso Giuseppe Cappochin, presidente della Fondazione e presidente dell'Ordine degli Architetti padovani. «Noi non vogliamo fare nessuna polemica con il Comune: molto semplicemente, ci siamo resi conto che questa amministrazione non ha la nostra stessa sensibilità rispetto alla cultura. Una sensibilità che in passato c'era e che ci ha permesso di organizzare degli eventi di risonanza internazionale. Rispetto alla concessione del Salone, da parte dell'amministrazione abbiamo assistito ad un atteggiamento ondivago. Dal momento che abbiamo bisogno di certezze per organizzare la biennale, abbiamo deciso di fare altre scelte».
«Sinceramente la disponibilità per ospitare la manifestazione non è mai venuta meno - ribatte l'assessore alla Cultura Flavio Rodeghiero -. Avevamo chiesto solo qualche giorno in più per dare una risposta definitiva. Ora apprendo che l'organizzazione ha fatto altre scelte». «Il problema - continua Rodeghiero - nasce dal fatto che, originariamente, la mostra veniva organizzata in inverno, quando l'afflusso di turisti era minore. Nelle ultime edizioni invece si svolgeva nel periodo estivo, quando i visitatori del Salone aumentano. Dal momento che la fondazione Cappocchin incassava per intero i biglietti di entrata, i mancati introiti per il Comune stavano diventando un problema». «In tutti i casi stavamo cercando di superare l'impasse - conclude Rodeghiero - dal momento che questa amministrazione è interessata ai temi dell'architettura, stiamo già organizzando un nuovo evento in collaborazione con la Triennale di architettura di Milano».