L'ATTESA
PADOVA «Sapevo tutto. E lasciatemi dire una cosa: Mirko è

Sabato 14 Dicembre 2019
L'ATTESA
PADOVA «Sapevo tutto. E lasciatemi dire una cosa: Mirko è un bonaccione di paese, tutto tranne che un contrabbandiere di bambini». Luca Brusadelli ha terminato un faticoso turno notturno, ma a mezzogiorno risponde al telefono con voce squillante e non vede l'ora di prendere le difese del suo dipendente. Brusadelli da undici anni è il titolare della Gabrieli, una delle 27 ditte di grossisti che gravitano attorno al Mercato agroalimentare coperto di Padova. Conosce Mirko Coccato da una vita. «Lui lavora al Maap da vent'anni, nella nostra ditta da quasi quindici. È una persona squisita e aveva solo un grande desiderio: adottare una bambina e diventare papà».
LE FERIE
Tra datore di lavoro e dipendente c'è sempre stato un buon rapporto. «Quindici giorni fa Mirko è partito per la Colombia - racconta -, mi aveva chiesto per tempo due settimane di ferie spiegandomi che sarebbe andato dall'altra parte del mondo per questa bellissima cosa. Era anche andato in ambasciata a Milano per mettere in regola tutti i documenti per il viaggio, sembrava fosse tutto ok. So che la moglie era partito in anticipo, prima che nascesse la bambina, lui invece un po' dopo. Avrebbero dovuto tornare in Italia con la bimba questi giorni. Avevamo aspettato per avere l'autorizzazione medica a farle fare un volo transoceanico».
Brusadelli è informato anche di ciò che è successo dopo, perché mercoledì sera Coccato gli ha scritto per aggiornarlo su quanto era successo: «Mi ha mandato un messaggio su WhatsApp dicendomi che era stato trattenuto in aeroporto per un problema nei documenti e che il funzionario stava facendo le verifiche. Credo sia stata trovata un'irregolarità nella documentazione. Mi ha avvisato che avrebbe preso un'altra coincidenza. Avrebbe dovuto arrivare in Italia giovedì sera, facendo una serie di scali per non far fare troppe ore in aereo alla neonata. Invece arriverà domenica». Il volo di ritorno originario avrebbe dovuto fare scalo a Panama e Amsterdam prima di atterrare a Venezia, ma ora tutto è cambiato: «L'unica cosa che conta è che lui sia libero e sta bene. Mirko era ed è felicissimo di questa cosa, ci aveva raccontato tutto con grande gioia. Ha fatto tutto alla luce del sole e ne parlava senza problemi. Lo aspetto al lavoro e lo incoraggerò».
LA FAMIGLIA
Coccato è sposato con una donna colombiana dal 2009. Se il suo titolare appare tranquillo e fiducioso, la famiglia ha vissuto - e vive tutt'ora - ore di tensione e apprensione. I genitori vivono accanto a lui in una villetta bifamiliare a poche centinaia di metri dal municipio di Brugine, all'incrocio tra via Roma e via Papa Giovanni XXIII. Il loro telefono suona continuamente. «Non sappiamo niente di niente, non vedo l'ora di poter parlare con mio figlio - allarga le braccia il padre Mario davanti al cancello di casa -. Sapevano che voleva adottare una bambina ma nulla di più, non abbiamo capito cosa sia successo». In un paese piccolo come Brugine ovviamente la notizia si è diffusa in un baleno, accompagnata da incredulità. «Probabilmente Mirko è stato semplicemente ingenuo, ha pensato di portare quella bambina in Italia senza conoscere bene le leggi sulle adozioni. Ma è una persona squisita e sarà in grado di spiegare tutto» dice un'amica che lo conosce bene. «Sono rimasto spiazzato anche io - confida il sindaco Michele Giraldo - ma confido che tutto si risolva per il meglio».
G.Pip.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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