Il Centro servizi volontariato: «Ora un tavolo tutti assieme»

Giovedì 16 Gennaio 2020
Il Centro servizi volontariato: «Ora un tavolo tutti assieme»

LA POSIZIONE
PADOVA «Quei locali sono da anni in situazione di precarietà, adesso da quanto capisco questa è peggiorata ancor di più, vale perciò la pena avviare una riflessione sugli spazi dell'associazionismo. Visto che stiamo lavorando per una città-laboratorio facciamo un ragionamento con gli amici che in questo momento sono in difficoltà: non ho bacchette magiche, ma mettiamoci insieme per capire se possiamo trovare delle modalità affinché alcune associazioni, alcuni servizi possano continuare». A parlare è Emanuele Alecci, presidente del Csv, Centro servizi volontariato, che il 7 febbraio prossimo inaugurerà il glorioso 2020, l'Anno in cui Padova sarà la Capitale europea del darsi all'altro.
«Facciamo un ragionamento all'interno del Csv sugli spazi, in città e fuori: lo promuoverò volentieri. I funzionari hanno giustamente delle responsabilità ma pensiamo insieme in che modo possiamo risolvere questi problemi, attorno a un grande tavolo dove ci sia il Comune ma non solo. Siamo tutti impegnati per Padova Capitale, e questa - incoraggia Alecci - sia l'occasione per parlare anche dei luoghi».
In preparazione del grande evento, che vedrà la partecipazione nei padiglioni fieristici del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a tagliare simbolicamente il nastro di un ricchissimo cartellone di eventi, il comitato di Padova capitale europea del volontariato sta proponendo il coinvolgimento di tutti gli attori sociali, partendo dalle realtà del volontariato per arrivare alle istituzioni, alle imprese profit e non profit, alla scuola, all'Università. Una delle strategie adottate è l'attivazione di rapporti virtuosi tra pubblico e privato per innescare processi positivi di sviluppo. «Stiamo creando un laboratorio culturale perché il prendersi cura non è solo un servizio, una prestazione, una donazione ma è soprattutto una relazione che ha bisogno di alimentarsi di pensiero, conoscenza, confronto e sguardo prospettivo d'insieme. Con queste premesse - ricordano i vertici del Csv - sono state individuate sette aree di approfondimento».
Gli ambiti tematici: povertà e nuove emarginazioni, sport e benessere, cultura e istruzione, ambiente e urbanistica, tecnologia e innovazione, economia e sviluppo sostenibile, pace, diritti umani e cooperazione. I tavoli sono composti da rappresentanti del terzo settore, delle istituzioni, delle categorie economiche, dell'Università, di enti di ricerca e agenzie formative, delle organizzazioni sindacali e dei media della provincia di Padova e del Veneto. I lavori sono iniziati ad ottobre 2019 e proseguiranno per tutto l'anno per l'elaborazione di nuove riflessioni e proposte concrete di azione. Una di queste sarà appunto una riflessione sugli spazi associativi.
«Il volontariato è efficace solo se svolto da persone capaci e competenti: volontari che non solo sappiano svolgere il loro servizio, ma che siano anche coscienti del loro ruolo e della forza di cambiamento che possono esercitare con la loro azione. È da questa convinzione che al Csv di Padova è nata l'idea di realizzare una scuola per volontari che trattasse tematiche trasversali e utili per tutti i tipi di associazioni. E quest'anno la Scuola assume un valore e un ruolo ancor più pregnante». Sei le aree proposte con cinque appuntamenti ciascuna: motivazionale, progettazione, comunicazione per la raccolta fondi, valutazione dell'impatto sociale, public speaking, amministrativa. A queste si aggiunge un appuntamento mensile per conoscere tutto quello che serve per costituire un'associazione. La Scuola - che ha preso il via ieri - è un luogo di formazione destinato a volontari, operatori del terzo settore e a quanti hanno a cuore il bene comune e la gratuità.
Federica Cappellato

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