(f.cav.) La piastrina di Plinio Prana, persa durante la seconda guerra mondiale,

(f.cav.) La piastrina di Plinio Prana, persa durante la seconda guerra mondiale, ritorna ai suoi due figli settant'anni dopo. La storia ha dell'incredibile. Qualche settimana fa un alpino ha trovato la targhetta identificativa di un soldato in un mercatino dell'usato. Ha poi portato il cimelio nella sala storica di Albignasego, sede della locale sezione degli alpini.
L'assessore Enrico Bado - uno dei responsabili della medesima sala storica (un museo pieno di divise, armi ed oggetti vari risalenti al primo e al secondo conflitto mondiale) - spinto dalla curiosità si è messo a cercare i parenti di Prana; secondo quanto riportato nella medaglietta il militare era nato ad Abano nel 1919. Ha così chiamato la signora Agnese, l'unica persona che nell'elenco telefonico risulta avere quel cognome nella città aponense.
«Le ho chiesto se era parente del signor Plinio - racconta - Lei mi ha risposto che era suo padre, morto nel 2005. A quel punto le ho riferito che eravamo in possesso della medaglietta di riconoscimento del papà». Nei giorni scorsi Bado ha organizzato un incontro informale nella sede degli alpini per fare vedere il cimelio ad Agnese e al fratello Maurizio.
«Non sappiamo cosa dire - commentano i due figli - Siamo emozionati. Naturalmente non eravamo al corrente dell'esistenza della targhetta». Plinio Prana, all'epoca artigliere, fu fatto prigioniero dai Tedeschi. Nel 1946 ritornò dalla Germania a piedi, insieme a migliaia di altri soldati italiani.
«Ma non sappiamo nulla di più - aggiungono Agnese e Maurizio - Non ci ha mai detto quali peripezie ha dovuto suo malgrado affrontare». Negli anni del dopoguerra Prana ha lavorato come fanghino in un albergo di Abano. Era molto conosciuto nella cittadina termale.
«Questa targhetta ci riempie di orgoglio - sottolineano i fratelli - Il percorso che ha fatto il cimelio è davvero sbalorditivo. Mai avremmo immaginato che tornasse a casa». La medaglietta verrà restituita alla famiglia Prana in occasione della cerimonia del 4 novembre. Prima resterà esposta nella sala storica.
«Personalmente anch'io sono ancora incredulo - conclude Bado - Da parte nostra siamo chiamati a tenere vivo il ricordo di coloro che, come il signor Prana, hanno combattuto per la nostra libertà. Il museo degli alpini di Albignasego è nato proprio per questo motivo».

Venerdì 5 Settembre 2014, 05:06






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