Esercenti inviperiti, Bressa prova a mediare

Lunedì 17 Giugno 2019
CLIMA TESO
PADOVA Il Comune tende la mano ai commercianti di corso Milano, ma Bressa li invita a non farsi strumentalizzare dalla politica. Dopo l'infuocata riunione di venerdì scorso convocata dall'Associazione commercianti del centro storico, dall'Ascom e dal Borgo Altinate, la giunta Giordani vuole evitare il muro contro muro. Durante l'incontro, organizzato per discutere la riorganizzazione della viabilità di corso Milano e le proposte di Agenda 21 rispetto al futuro della Prandina, i commercianti sono arrivati a minacciare lo spegnimento, in orario serale, di tutte le luci dei negozi. A gettare acqua sul fuoco della polemica ha provveduto, ieri pomeriggio, l'assessore al Commercio Antonio Bressa. «I commercianti vanno sempre ascoltati premette l'esponente del Partito democratico affronteremo la questione nella riunione convocata la prossima settimana per discutere dei problemi di via Dante». «Chiaramente, le modifiche alla viabilità non rientrano nelle mie competenze, lo stesso discorso vale per la Prandina aggiunge nonostante questo, mi rendo conto che si tratta di argomenti che incidono in maniera importante sulla vita lavorativa dei commercianti. Per questo, mi impegnerò con i negozianti a portare le loro istanze in giunta».
«É evidente che la città sta cambiando e che niente può rimanere per sempre uguale conclude Bressa allo stesso tempo, non si possono ignorare le esigenze di chi in città ha un'attività commerciale. Il mio obiettivo è quello di trovare una mediazione tra queste due esigenze. Lo ripeto: la disponibilità mia e dell'amministrazione nei confronti dei commercianti non verrà mai meno. Inviterei, però, i negozianti a non farsi strumentalizzare dalla politica». E qui il riferimento dell'assessore e alla presenza del consigliere regionale della lista Zaia Fabrizio Boron alla riunione di venerdì scorso.
I PLATEATICI
In questo periodo Bressa è impegnato anche su un altro fronte: lo stop della Soprintendenza a 69 plateatici in centro storico. E proprio per mercoledì prossimo in sala Anziani di Palazzo Moroni, l'assessore al Commercio ha convocato i locali interessati al divieto per fare il punto della situazione. Invitate all'incontro sono anche le associazioni di categoria. In questi giorni, intanto, sta montando la protesta di baristi e ristoratori che, a causa delle indicazioni della Soprintendenza, rischiano di dover rinunciare ai loro ombrelloni. A essere particolarmente colpiti da questa prescrizione sono i locali di piazza Dei Signori. «Ma come si chiedono gli esercenti a noi tolgono gli ombrelloni perché antiestetici mentre nessuno dice nulla agli ambulanti e ai loro tendoni ?». Sulla questione ad intervenire è anche l'Appe che si chiede come mai «ci sia tutto questo accanimento contro i bar mentre, ad esempio, gli operatori del mercato, che pure occupano, coi loro banchi e le loro tende, in modo molto più impattante e per molte più ore del giorno, le piazze, sembrano godere di una sorta di immunità». A schierarsi contro gli ombrelloni, però, l'altro giorno è stata Italia nostra. «Per anni i tavolini in piazza dei Signori non hanno avuto ombrelloni, poi - ce lo ricordiamo bene - ne sono spuntati un paio poco distanti la chiesa di San Clemente, ed è stata subito alluvione, cosicché oggi il panorama è più degno di una spiaggia che di una delle più importanti piazze storiche della città ha polemizzato il presidente dell'associazione Renzo Fontana - ma, con le dovute differenze di contesto e impatto, il discorso vale per tutti gli altri spazi monumentali». Per bar e ristoranti l'altro giorno sono arrivate anche altre brutte notizie. L'ultimo report sulla Natalità e mortalità delle imprese di ristorazione elaborato dalla Fipe, offre un quadro negativo. Nel 2018 a livello provinciale le aperture si sono fermate a quota 416, mentre le chiusure hanno toccato quota 678. Il che ha fatto segnare un saldo negativo pari a - 262.
Alberto Rodighiero
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