Amazon, autisti fermi per 2 giorni

Venerdì 1 Ottobre 2021
Amazon, autisti fermi per 2 giorni

LA MANIFESTAZIONE
VIGONZA Turni massacranti, nessuna tutela e trasferimenti forzati. I driver di Amazon incrociano le braccia per due giorni. A quasi sette mesi dal primo sciopero, da ieri, e per tutta la giornata di oggi, gli autisti si sono fermati per protestare contro le condizioni disumane e di sfruttamento a cui sono sottoposti, e contro i recenti trasferimenti decisi dal colosso americano dell'e-commerce per 160 dipendenti. Lo sciopero, organizzato da Filt Cgil e Uiltrasporti, ha visto un'adesione dell'80% dei lavoratori interessati. Una settantina quelli riuniti di fronte alla sede aziendale.
LA TRATTATIVA
La pausa estiva doveva far riflettere Assoespressi (l'associazione nazionale corrieri espressi ultimo miglio ed e-commerce) sulle richieste del sindacato, invece in questi giorni è stata confermata la solita linea. «Nessuna disponibilità a ridurre l'orario e l'impegno settimanale dei lavoratori, e obbligo di lavoro di sabato, domenica e festivi spiega Massimo Cognolatto, segretario generale Filt Cgil Padova - non c'è nessun riconoscimento economico per l'enorme disagio degli autisti. Inoltre sul versante dei danni, è arrivata la conferma che ogni lavoratore se li deve pagare, e nessuna disponibilità a stabilizzare le centinaia di lavoratori a tempo determinato o in somministrazione, che vengono considerati indispensabili ma allo stesso tempo sacrificabili. Se ci fosse stato il confronto avremmo tentato di stabilire regole per gestire sia le aperture che la mobilità di centinaia di lavoratori, ma questo non è stato possibile per l'arroganza di una società che considera i lavoratori alla stregua dei pacchi che movimenta».
In Veneto la situazione si è ulteriormente aggravata nelle ultime settimane, perché Amazon apre le filiali in provincia di Vicenza, Venezia e Treviso, rifiutando il dialogo con i sindacati, anche dopo il protocollo sottoscritto davanti al ministro del Lavoro. «Le motivazioni di questo sciopero sono le stesse che ci hanno portato nel marzo scorso a mettere in piedi la prima protesta a livello italiano di questo settore aggiunge Romeo Barutta, segretario regionale Filt Cgil Veneto la situazione si è ulteriormente aggravata dopo che a 160 lavoratori è arrivata via sms la comunicazione di trasferimento da metà ottobre nelle nuove filial che Amazon sta aprendo a Vicenza, in provincia di Venezia e Treviso. La beffa e il danno è che in contemporanea al trasferimento di questi lavoratori, oggi ha preso servizio una nuova società che sta assumendo solo ed esclusivamente lavoratori somministrati: in buona sostanza ci troviamo di fronte ad un trattamento che ha il sapore di un licenziamento di quei lavoratori a tempo indeterminato che in questi 4 anni abbiamo sindacalizzato, sostituiti con lavoratori che per tentare di guadagnare un minimo salario saranno disposti a tutto». Le organizzazioni sindacali annunciano che lo sciopero potrebbe prolungarsi nelle giornate di sabato e domenica se non dovessero arrivare aperture da parte della società. Sulla vicenda interviene anche il Partito Democratico che fa appello alla Regione: «C'è un accordo nazionale e deve essere fatto rispettare», dice la vice capogruppo in Regione Vanessa Camani.
LA CONTROPARTE
Arriva anche la replica dell'azienda. «Non è corretto quanto dichiarato dal sindacato in merito alle modalità di comunicazione dei trasferimenti e alle finalità di ingaggio della nuova società. A quanto ci risulta i fornitori di servizi di consegne coinvolti hanno preventivamente comunicato ai sindacati il cambiamento della sede operativa e i dipendenti interessati dal trasferimento hanno ricevuto comunicazione formale di persona o tramite raccomandata».
Lorena Levorato
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA