Addio a Camilla, la scout che amava viaggi e sport

Giovedì 5 Dicembre 2019
MONTAGNANA
Si è spento dopo dieci giorni di agonia il sorriso di Camilla Maso. La diciannovenne vicentina, di Pojana Maggiore, era rimasta vittima di un gravissimo incidente stradale avvenuto nella notte tra sabato 23 e domenica 24 novembre scorsi in via Saoncella a Montagnana, sulla SP90 dell'Argine Padovano, che collega la città murata con Pressana. La ragazza, studentessa universitaria alla Facoltà di Matematica di Padova, è morta lo scorso martedì mattina alle 10.45 nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Padova, dove era stata trasferita dopo un primo ricovero all'ospedale Madre Teresa di Calcutta di Monselice. Le sue condizioni erano fin da subito apparse disperate, ma i medici hanno tentato il tutto e per tutto per salvarle la vita. Alla fine, tuttavia, hanno dovuto arrendersi. La giovane, però, continuerà a vivere. Lo farà non solo nei cuori di quanti la ricorderanno per sempre, ma anche attraverso gli organi che ha potuto donare. Quel maledetto sabato 23 novembre Camilla aveva lavorato come cameriera in un ristorante-pizzeria di Montagnana, come era solita fare nei fine settimana. Dopo aver finito il turno, alle 24.15, era risalita sul veicolo a bordo del quale aveva raggiunto il locale, un furgone Ford Transit di proprietà della ditta Dino's factory srl, che le era stato prestato dal suo ragazzo, Federico, con il quale stava insieme da circa un anno e mezzo. Era appunto da lui che era diretta, ma Camilla non è mai riuscita a raggiungerlo.
VIA SAONCELLA
All'altezza di via Saoncella, infatti, per motivi ancora al vaglio degli inquirenti (anche se si ipotizza che possa essere risultata fatale la combinazione tra l'asfalto reso viscido dalla pioggia e la velocità eccessiva), la giovane ha perso il controllo del mezzo. Il Ford Transit è uscito fuori strada e si è schiantato contro un platano, finendo la propria corsa nel fossato adiacente. A piangere Camilla, ora, sono due comunità. Da una parte quella di Pojana Maggiore, dove la 19enne viveva con la famiglia. Dall'altra quella di Montagnana, che la ragazza aveva frequentato fin da giovanissima. Camilla era infatti stata una studentessa dell'istituto Jacopo da Montagnana e si era diplomata nel luglio 2018. Aveva frequentato il liceo scientifico tradizionale con grande entusiasmo e risultati brillanti. Alla passione per la matematica affiancava il trasporto per le lingue, nato forse dall'amore per i viaggi. In questi anni, oltre che nello studio, Camilla aveva convogliato le proprie energie in mille altri progetti ed esperienze: dal nuoto sincronizzato al gruppo degli scout di Campiglia, fino al circolo pojanese Noi. Ovunque andasse Camilla sapeva fare squadra, e soprattutto sapeva farsi benvolere con il proprio entusiasmo, la propria dolcezza e la sua grande grinta. La dirigente dell'Istituto Comprensivo, Elisa Pedrina, non ha conosciuto personalmente Camilla, essendosi insediata solo quest'anno. Ma le sue parole per la diciannovenne sono piene di cordoglio e sincera commozione. «Ho potuto raccogliere il ricordo di una ragazza vivace e solare. racconta la dirigente La notizia della morte di Camilla ha generato una fortissima emozione in tutti i docenti, il personale e i ragazzi più grandi, che hanno avuto modo di incrociarla magari nei corridoi e che ancora se la ricordano. Parleremo di lei anche ai ragazzi delle prime classi: c'è stata questa sorta di contagio emotivo per cui anche i più piccoli sono rimasti colpiti dalla notizia. Ne parleremo anche per evidenziare la scelta di donare gli organi. È terribile pensare alla sua grande vitalità, ora che Camilla non c'è più, ma la donazione degli organi aggiunge ulteriori emozioni e un valore grande per tutto l'ambiente educativo».
Camilla Bovo
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