Veleni nel sangue, parte il secondo biomonitoraggio

Sabato 15 Luglio 2017
Veleni nel sangue, parte il secondo biomonitoraggio
VENEZIA - Inquinamento da Pfas e veleni nel sangue, la Regione Veneto ha attivato il secondo livello del piano di sorveglianza e presa in carico della popolazione esposta a sostanze perfluoroalchiliche. Nel primo piano era stato previsto che gli individui con concentrazioni di Pfas nel sangue superiori alla norma sarebbero stati inseriti in un successivo percorso assistenziale per la diagnosi tempestiva di eventuali patologie croniche possibilmente correlate all'esposizione a Pfas. Dovrebbero essere coinvolte 7-8mila persone. Pubblicata anche la delibera sull'acqua di abbeverata per gli animali e sull'uso dei pozzi per la produzione di alimenti: è stato stabilito che l'acqua dovrà rispettare gli stessi livelli di quella destinata all'uso umano.
Ieri intanto il M5s ha annunciato una mozione che impegna la giunta regionale a chiedere agli enti gestori delle acque di quantificare tutti i composti Pfas presenti nell'acqua di acquedotto e nei pozzi privati, ad attivarsi affinché anche l'Istituto superiore di sanità fissi dei limiti precisi per i Pfas ramificati, nonché per farli inserire all'interno del biomonitoraggio. «Da mesi - ha replicato l'assessore all'Ambiente - Arpav sta monitorando centinaia e centinaia di isomeri e precursori in acqua potabile, falda e scarichi, riscontrando valori non allarmanti, valori che sono comunque consegnati immediatamente nelle mani dei carabinieri».