Sberleffo al Nordest La Sicilia inventa il tiramisù da viaggio

Martedì 22 Maggio 2018
Sberleffo al Nordest La Sicilia inventa il tiramisù da viaggio

IL CASO
TREVISO È in tubetto ma non è un dentifricio. Si porta in borsa, in giacca, in barca. È un cordiale in crema di mascarpone e caffè. Insomma: un tiramisù da viaggio, extrema ratio nei momenti di astinenza. L'estasi dei golosi è stata presentata ieri a Taormina: ed è l'ultima creazione dello chef siciliano Pasquale Caliri. Già conteso tra Veneto e Friuli, ora il celebre dessert potrebbe avere, insomma, un terzo litigante.
NON NOSTRUM
Niente da fare: l'ultima novità è il tiramisù portatile. Presentato ieri mattina alla kermesse Cibo nostrum, in provincia di Messina. Nostrum di chi? si chiede Paolo Lai, patron delle Beccherie, il ristorante trevigiano dove il celebre dessert ha avuto i natali. Ma in Sicilia si è pensato al Tiramisù da viaggio.
LA POCHETTE
È il «Tirami più sù», un box contenente un tubetto e una scatoletta sigillata. Nel tubo la crema di caffè. Nella scatolina dei mini savoiardi e un cucchiaino in puro cioccolato. Davanti a novecento chef Caliri ha presentato la nuova pochette spiegandone anche posologia e metodo di consumo. Per degustarlo se ci si trova in viaggio, in barca, a scuola o in ufficio, si prende il tubetto, lo si versa in un piccolo contenitore per poi amalgamarlo con un cucchiaino di cioccolato.
GIOCO
Nel commentare la creazione lo chef del ristorante Marina Yachting Club di Messina dice che la «la pasticceria rimane sempre un campo dove la sfera del gioco è possibile. Il dessert - aggiunge - ci rimanda ai ricordi piacevoli dell'infanzia dove la componente ludica rappresentava il pensiero ricorrente. «Il Tirami più Sù - conclude Caliri- sarà un concentrato di delizia, di praticità e di giocosità e presto sarà commercializzata nelle pasticcerie siciliane». L'apertura di un terzo fronte, però, impensierisce Treviso e Tolmezzo, che da tempo stanno combattendo una difficile guerra di posizione circa la paternità e l'unicità del dolce italiano.
«Il tiramisù è il dolce che vanta più tentativi di imitazione- conferma Paolo Lai, patron del celebre locale trevigiano - nulla contro le pochette da viaggio, l'importante è che non si confondano le cose. E che il consumatore sappia che ciò che sta mangiando è un dolce che può ricordare il dessert di Treviso ma non ha nulla a che vedere con l'originale».
FRIULANI
Dal tiramisù disidratato spedito su un'astronave al tiramisù da viaggio, la gamma delle variazioni sul tema è abbastanza ampia. «Per me, però, si perde l'ingrediente migliore: la lentezza. È un dolce che deve riposare e deve essere gustato in assoluta comodità» spiega, per il partito friulano, Piergiuseppe Avanzato, autore del volume Il Tiramisù, Tolmezzo e la Carnia.Da Tolmezzo arriva anche il commento del sindaco Francesco Brollo. «La bellezza del Tiramisù sta nel fatto che essendo un dolce casalingo ognuno può interpretarlo a piacimento, ma resta inteso che in questo caso della variante di Caliri parliamo di molto libera interpretazione. Insomma, ben vengano le varianti, ma il sapore di casa che si prova con un vero tiramisù, nato in Friuli, resterà incomparabile!».
VENETI
Non siamo proprio in terreno di lotta dinastica, ma il sospetto di abile mossa commerciale c'è tutto. Giovanni Manildo, sindaco di Treviso e dopo la disfida ufficiale con Tolmezzo sultano del tiramisù più buono d'Italia, chiude così la querelle: «A chi rivendica la paternità del Tiramisù o di nuovi giochi culinari sul tema dico: pater semper incertus. Per questo Treviso è la mamma del tiramisù».
Elena Filini
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