Negozi, chiusura obbligatoria 6 giorni festivi (su 12) all'anno

Negozi, chiusura obbligatoria  6 giorni festivi (su 12) all'anno
ROMA - Per sei giorni festivi all'anno i negozi dovranno restare chiusi. Lo prevede la proposta di legge sugli orari di apertura dei negozi approvata dalla Camera con 283 sì, nessun no e 15 astenuti. Il testo, ora al Senato, apporta alcune limitazioni alla liberalizzazione degli orari, dimezzando le giornate di chiusura obbligatoria. Le sei giornate andranno liberamente scelte tra Primo Gennaio, Epifania, 25 Aprile, Pasqua, Pasquetta, Primo Maggio, 2 Giugno, Ferragosto, Primo Novembre, 8 Dicembre, Natale e Santo Stefano. In queste giornate, qualora non si tenga la chiusura completa, dovranno essere rispettati orari festivi. Sono esclusi dal campo di applicazione dei limiti bar e ristoranti, ma anche rivendite di generi di monopolio, i negozi interni agli alberghi, alle stazioni, ai porti e agli aeroporti, le edicole, gli esercizi specializzati nella vendita di bevande, fiori, piante e articoli da giardinaggio, mobili, libri, dischi, nastri magnetici, musicassette, videocassette, opere d'arte, oggetti d'antiquariato, stampe, cartoline, articoli da ricordo e artigianato locale. Escluse anche le stazioni di servizio e le sale cinematografiche. Per i negozi che non rispetteranno i sei giorni festivi all'anno previste multe da 2 a 12mila euro. Ai sindaci è data facoltà di porre limiti agli orari di apertura notturna nei quartieri della "movida", attraverso ordinanze con validità di tre mesi, reiterabili. Tra le novità, la facoltà, (e non più l'obbligo), di istituire un osservatorio sugli orari dei negozi, mentre è ristretto alle microimprese l'accesso a un fondo ad hoc (con dotazione di 18 milioni fino al 2020) per sostenere spese di ristrutturazione e ampliamento, spese bancarie o per il pagamento «tramite moneta elettronica», ovvero per il Pos.
Non si arresta intanto l'ondata di dati economici negativi. I salari non crescono per due mesi consecutivi e non va meglio nemmeno per le vendite al dettaglio: ad agosto l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie resta invariato rispetto al mese precedente e aumenta dell'1,1% su agosto 2013. Anche i consumi sono fermi al palo. A luglio il commercio ha segnato una «lieve contrazione» (-0,1%) rispetto a giugno e una flessione più importante (-1,5%) sullo stesso periodo del 2013. Le variazioni annuali negative riguardano sia le vendite di prodotti alimentari (-2,5%), sia gli altri (-1%).

Venerdì 26 Settembre 2014, 05:19






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