Il blitz del cardinale /1
Punti oscuri
sul contatore
La vicenda del vescovo

Sabato 18 Maggio 2019
Il blitz del cardinale /1
Punti oscuri
sul contatore
La vicenda del vescovo elettricista che ridà la luce ai morosi ha una serie di punti oscuri. Innanzi tutto bisogna tener presente che ormai tutti i contatori sono elettronici e solo in rari casi ci sono ancora quelli con la rotella che gira. Vengono telegestiti, per cui se dalla centrale di controllo della società di distribuzione dicono a quel determinato contatore di spegnersi, quello fa scattare l'interruttore e tutti i tentativi di riarmarlo sono inutili. L'unico modo per farlo tornare in funzione senza l'intervento del distributore locale, e senza il suo assenso, è inondarlo con una tempesta di radiazioni elettromagnetiche. Non serve un ingegnere, basta un tecnico che abbia dimestichezza con la riparazione di elettrodomestici e sappia maneggiare l'alta tensione senza rischiare la pelle: si tratta di smontare un forno a microonde e puntare il fascio contro il contatore. L'alternativa è craccarlo, entrare nel software e modificarlo a proprio piacimento. Ormai gli hacker fanno cose impensabili, non è difficile mettere le mani su un dispositivo che ha la stessa complessità di una lavatrice. Questa segnalazione ovviamente non vuole essere un invito a mettere in pratica azioni delittuose ma per dimostrare che esiste un punto debole nel sistema.
Diego Franzetti
Il blitz del cardinale /2
L'ordinamento non
si basa sul vangelo
Mi riferisco all'intervento in oggetto del Sig. Lucio Malfi nelle lettere al Direttore del giorno 16 maggio 2019. Provo molto rispetto riguardo alle motivazioni cattolico cristiane ed alle numerose citazioni del Vangelo dallo stesso richiamate per giustificare il comportamento del cardinale Krajewski; però faccio presente che il nostro ordinamento giuridico si basa sulla Costituzione della Repubblica Italiana e non sul Vangelo (per quanto declaratorio di principi rispettabilissimi). Da ciò ne discende che la giustizia in Italia dovrebbe essere applicata sulla base di questa fonte giuridica e sulle norme che dalla stessa discendono (principio che viene continuamente richiamato, secondo convenienza, da tutte le parti politiche) e non derogare sulla base dei sentimenti religiosi di ciascuno. Se così non fosse ci troveremmo comunque di fronte ad interpretazioni e comportamenti diversi a seconda delle diverse religioni. Riguardo alle numerose lettere richiamanti il fatto che sarebbe stato meglio se il Vaticano anziché farsi protagonista di un fatto così eclatante si fosse dichiarato garante del pagamento della bolletta dell'energia elettrica, sottolineo che dal bilancio della CEI 2016 (ultimo disponibile nel sito della stessa), si evince che solo il 25% degli oltre 1000 milioni di euro dell'8 per 1000 vanno ad interventi caritativi, mentre per i restanti due terzi (quindi complessivamente il 75%) quasi il 40% vanno ad esigenze di culto e per il 35% al mantenimento del clero.
G.B.
Mogliano Veneto (Tv)
Il blitz del cardinale /3
La politica
si faccia domande
È prassi normale che a chi non paga le bollette della corrente elettrica, l'ente erogatore, dopo qualche sollecito, provveda a mettere i sigilli sui contatori. Al contrario è del tutto inusuale che un cardinale si prenda un paio di cesoie e vada a staccare i sigilli per ridare la luce agli inquilini morosi. Certo il porporato ha fatto, da uomo di chiesa, un'opera di bene e a loro sarà sembrato un miracolo. Però ha violato la legge. Non solo, volendo cavillare, ci sarebbe da chiedersi perché ci siano cittadini che pur di pagare le bollette, rinunciano a mettere un pasto a tavola, mentre chi non le paga ora può sperare nell'intervento divino. E ce ne sono, di sicuro che se lo stanno chiedendo. Mi si obietterà che gli inquilini del palazzo romano in questione erano più poveri dei più poveri, gli ultimi degli ultimi. Sì, ma rimane il fatto che i poveri dovrebbero godere di uguale trattamento che non discrimini tra diversi gradi di povertà o miseria. Altri, adesso, potrebbero invocare l'aiuto della chiesa per togliergli i sigilli e ridargli la corrente. Va comunque riconosciuto che quel gesto ha alleviato la sofferenza di tante famiglie. In sé è un gesto di misericordia. Ma ora il cardinale dovrà pagare gli arretrati (ha detto che lo farà), e se avrà conseguenze penali, risponderà anche di quelle. Possibile che non si possano trovare soluzioni per andare incontro a chi ha disperato bisogno di un tetto e perché non debba rimanere a vivere sotto un ponte o al buio e al freddo? In un paese civile, bisognerebbe fare di tutto per trovarle. La politica dovrebbe porsi molte domande, forse era anche questo a cui mirava il gesto di umanità del cardinale.
Mariagrazia Gazzato
Il governo
Il fallimento
del contratto
È bloccata la bussola per scelte strategiche. La storia degli ultimi anni è la storia del fallimento di molte promesse, oserei dire, di tutte quelle inserite nel famoso contratto firmato da lor signori. Fallimento di promesse di sviluppo e di democrazia, e forte decadenza di quelle economiche. Dispute quotidiane sono presenti ovunque, le battaglie continuano, si fa pace alla grande e si continua a battagliare per la mancanza del senso di responsabilità. Salvini sogna l'Eden e ci vuol convincere che tutto sarà risolto perché lui solo lavora a risolvere i problemi. Strabismo ovunque così si accantona l'attesa di un avvenire migliore che si trasforma, pure, nel rifiuto di gestire il presente. E, poi, finché si mantiene un linguaggio violento si dà spazio all'incompetenza. Figurarsi se si risolvono i problemi mantenendo la linea populista? Questi signori spendono solo per comprare consenso, e volano qua e là aumentando il debito pubblico che dovrà essere ripagato in futuro con nuove tasse, nuovi sacrifici, nuovi effetti depressivi sull'economia.
Giuliano Paganin
San Pietro in Gu (Padova)
Elezioni
Politici, venite
a trovarci
Ho sempre espresso il mio voto, perché, a mio modesto avviso, chi non contribuisce ad eleggere le persone che devono con coscienza reggere le sorti nostre e dei nostri figli e nipoti, ha sempre torto e non può esprimere un parere su coloro che ci governano, appunto perché ha mancato ad un dovere di coscienza civica e morale, peggio di Ponzio Pilato. È anche tempo che gli attuali Ministri euforici nelle promesse elettorali non ancora attuate e generosi negli insulti reciproci, con un linguaggio pessimo e per nulla educativo, almeno in questa settimana facciano il sospirato decreto per dare lavoro, per pagare i debiti della P.A. (circa 70 miliardi), per sbloccare le grandi opere (Mose, TAV ecc.) e di dire con chiarezza cosa fare delle Province, e di fare le Autonomie Regionali diversamente delle attuali Autonome, altrimenti si disfa l'Italia in tante repubbliche regionali. con tantissimi capi e pochi operatori, come nelle Provence non ancora abolite. Pregherei vivamente le persone che aspirano a cariche pubbliche di venire dagli elettori non una volta ogni 5 anni, ma più di frequente, almeno per un senso di chiarezza.
Ignazio Zoia
Scorzè (Ve)
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