La riforma Cartabia ha cancellato quella di Bonafede. Eppure per i 5 Stelle la nuova legge è un successo di Conte

Martedì 3 Agosto 2021
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Egregio direttore,
nella sua risposta di domenica emerge una palese ostilità verso l'avvocato Giuseppe Conte che mi pare assai mal riposta con riferimento a quanto dal medesimo ottenuto sulla riforma della giustizia. Forse che i reati rientranti nel perimetro dell'agire mafioso o le violenze sessuali, non meritano di concludersi con sentenza? E di chi è il merito di questo miglioramento? Arrivare a dire poi che l'Europa ci ha richiesto di cambiare le norme sulla prescrizione quale condizione per concederci i fondi del Pnrr è contrario al vero, posto che ci si è chiesto di velocizzare i processi (civili soprattutto) e non di azzerarli per decorso del tempo. Mi meraviglio di quanto ho letto e spero solo si tratti di stanchezza. Le vacanze sono un diritto anche dei direttori di giornale.


Enrico Penzo


Caro lettore,
il termine ostilità appartiene al linguaggio bellico poichè deriva, come lei ben sa, dal latino hostis, nemico. Ma la politica non è, o meglio, non dovrebbe essere una guerra in cui chi la pensa diversamente è un nemico da abbattere. Al massimo è un avversario che ha idee diverse dalle nostre e l' obiettivo non deve essere quello di eliminarlo, ma di far prevalere le nostre idee sulle sue. Non è un sofisma, è un principio basilare di cultura politica democratica. Forse la sua è un po' diversa dalla mia. In ogni caso, per ciò che ho cercato si spiegare non può essere vero quanto lei afferma all'inizio della sua lettera: non nutro affatto alcuna «ostilità» verso Giuseppe Conte. Semplicemente non ne condivido spesso le scelte politiche e appartengo a quella schiera di italiani - sono molti per fortuna - che ogni giorno ringrazia il cielo e la terra che alla guida del governo italiano oggi ci sia Mario Draghi e non più l'ex avvocato del popolo. Detto ciò, sulla riforma della giustizia, mi sono limitato a mettere in fila i fatti e a giudicarli. E i fatti dicono che quando Conte era presidente del Consiglio, lui e il suo partito, il Movimento 5 stelle, erano riusciti a far approvare la riforma Bonafede, superando anche le riserve di altre forze politiche di maggioranza. Quella legge era stata celebrata dai 5stelle come una grande svolta, una pietra miliare nella storia politica, giudiziaria e civile italiana. Ebbene, entrata in vigore nel gennaio 2020, appena un anno e mezzo dopo, quella riforma storica stata ampiamente modificata e in alcuni punti cancellata dal governo Draghi e sostituita dalla riforma Cartabia. In altre parole: è stata rapidamente archiviata. Come si possa considerare questo un successo politico di Conte e del M5s è difficile davvero da comprendere. E del resto sembra che non l'abbiano capito neppure tanti parlamentari pentastellati - circa 40 - che infatti alle prime votazioni della riforma Cartabia si sono dati assenti. Già, ma forse anche loro erano stanchi.

Ultimo aggiornamento: 13:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA