Addestrarsi sempre, senza risparmio, d'estate, d'inverno, su terreni impervi, su

Martedì 14 Dicembre 2021

Addestrarsi sempre, senza risparmio, d'estate, d'inverno, su terreni impervi, su pareti e sulla neve, con elicotteri e a piedi, portandoci dietro, oltre che ai materiali personali, i presidi sanitari, barelle e tutto quanto serve per portare aiuto ai pericolanti della montagna e per il recupero delle salme. Ma anche per portare aiuto alle persone coinvolte in incidenti sugli impianti di risalita, sia in estate che d'inverno. E sono proprio gli incidenti d'inverno che mettono a dura prova l'addestramento dei tecnici del Soccorso Alpino, anche se ormai, dopo cinquant'anni, è più che collaudato. È dura con l'eventuale brutto tempo, il freddo, il vento gelido, che tra l'altro di solito sono i fattori di blocco degli impianti. È stata dura domenica scorsa, un addestramento al limite della sopportazione, proprio per il freddo e la neve che cadeva copiosa sulla seggiovia del Tremol 1, a Piancavallo. Una quindicina di tecnici del Cnsas di Pordenone e Maniago, però, non si sono fatti piegare dal tempo avverso e hanno portato a termine comunque un addestramento che, sotto molti aspetti, si è rivelato veritiero e quindi prezioso. I tecnici si sono alternati sulle seggiole, sia in veste di figuranti che di soccorritori. Calate su neve ghiacciata e quindi calzando i ramponi, situazione al limite, ma sempre con fondamentale sicurezza, rivolta sia ai passeggeri che a loro stessi, senza mai rischiare, anche se, nelle condizione in cui si è svolta l'esercitazione, il pericolo non è mancato. Il piano prevede il trasporto a monte e la distribuzione dei soccorritori lungo la linea dell'impianto, come in questo caso, con i mezzi batti pista, un lavoro in sinergia con il personale di PromoTurismo Fvg e sotto l'occhio vigile dei due istruttori e del direttore del Polo di Piancavallo. Ma perché continuare ad addestrarsi se da noi non è mai successo che una seggiovia si sia bloccata? Perchè basta una sola volta, e se succede dobbiamo essere pronti. Certo, nulla si può se l'incidente è dovuto a guasti improvvisi che facciano precipitare i veicoli di trasporto o in caso di rottura dei cavi. Nella storia gli incidenti sulle seggiovie o cabinovie o funivie hanno avuto conseguenze a volte tragiche, causando la morte di parecchie persone. L'incidente della funivia di Stresa ha una lunga serie di precedenti, che purtroppo hanno avuto un bilancio tragico in vite umane, sia in Italia che nel resto del mondo: 13 luglio 1972 a Betten-Bettmeralp, nelle Alpi svizzere. 9 marzo 1976 precipita una cabina della funivia del Cermis. 13 febbraio 1983 a Champoluc, in val D'Aosta; 1 giugno 1990 a Tbilisi (Georgia); 5 giugno 1993 a Bakhtela (Pakistan). Il 3 febbraio 1998 un aereo dei Marines Usa di Aviano trancia un cavo della funivia del Cermis (20 morti); 1 luglio 1999, sul Pic de Bure, in Francia; 11 novembre 2000, il più grave, a Kaprun, in Austria; 5 settembre 2005 sull'Oetztal, in Austria; 22 marzo 2008 a Pragelato, in Piemonte; 8 settembre 2016 sulla Panoramic Mont-Blanc; 24 dicembre 2016 al Plan Maison-Cime bianche, a Cervinia.
Roberto Sgobaro
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