Le delibere della memoria digitalizzate e consultabili

Domenica 19 Dicembre 2021
Le delibere della memoria digitalizzate e consultabili

LA NOVITA'
Un registro dalla copertina nera, con la scritta d'oro. Contiene i primi atti di questa città, le prime delibere di Littoria, contiene la memoria dell'organizzazione cittadina dal 1932 in poi. Sono carte che presto saranno consultabili on line (per ora nella rete interna dell'Archivio di Stato e poi direttamente da pc e smartphone. Tutto ciò grazie al lavoro della direttrice dell'Archivio di Stato Marilena Giovannelli e dei funzionari degli uffici di via dei Sabelli.
E' storia degli ultimi sei anni. Prima una lettera di intellettuali cittadini che chiedevano di preservarlo, poi l'input dell'allora commissario straordinario Giacomo Barbato, quindi il via libera del sindaco Damiano Coletta e della sua amministrazione. «Con questo lavoro abbiamo salvaguardato i registri delle deliberazioni del podestà, della Giunta e del Coniglio - racconta la Giovannelli - i protocolli della corrispondenza e quasi 800 buste di carteggio amministrativo che sono state il lavoro più duro». Per riordinarle la direttrice si è avvalsa anche dell'aiuto di quattro ragazze del Servizio civile. «E mi piace citarle, Zaira Cocccurello, Mara Mannari, Marina Pacioni e Sara Rossi perché sono state di grande aiuto». E nell'amministrazione è stata Antonella Finotti a seguire il trasferimento dei fascicoli dal Comune all'Archivio di Stato.
In quelle pagine si vede nascere questa città che oggi compie 89 anni. «Latina fu governata per alcuni anni dal Commissario dell'Agro Pontini, espressione diretta del Governo su quest'area che svolse per cinque anni le funzioni del prefetto di Roma, esercitava le funzioni del Consiglio provinciale e del Consiglio sanitario. Oltre a questo aveva la tutela e la vigilanza delle formazioni sindacali».
Poi, racconta la Giovannelli «non appena le istituzioni cittadini iniziarono a funzionare, il prefetto di Littoria divenne esso stesso commissario speciale». Il primo podestà di Littoria, Valentino Orsolini Cencelli, come primo atto concesse la cittadinanza a Benito Mussolini, poi scelse gonfalone e stemma, stabilì toponomastica. E creò un registro della popolazione. «Per farlo furono impiegate 18 persone e l'ufficio di Stato civile spese 500 lire. Nel 1932 vennero censiti 17.800 abitanti, ma solo 6308 erano residenti in attesa dell'arrivo di 600 famiglie coloniche e dei funzionari residenti» racconta la direttrice dell'Archivio di Stato. Questa impresa è stata complicata, ma non tantissimo, perché nella segreteria cittadina venne ingaggiato un archivista, il geometra Alessandro Novaga, che fissò dei criteri che oggi si sono rivelati utilissimi in questo lavoro di ricostruzione. In programma - ha assicurato il sindaco - una mostra e incontroìi nelle scuoile perché la memoria resti viva. Non solo quella di Littoria ma anche quella dei decessi successivi.
Vittorio Buongiorno
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