Il club dei liceali che prende solo 10: «Non siamo nerd»

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Il club dei liceali che prende solo 10: «Non siamo nerd»

di Lorena Loiacono

Tutti 10 in pagella, una promozione da incorniciare: sono pochi i casi in tutta Italia. I più bravi della classe, con il massimo dei voti in tutte le materie, vengono soprattutto dalle scuole elementari ma qualcuno spicca anche nei licei. A raccogliere nomi e volti dei bravissimi è il sito specialistico “Tecnica della Scuola” che, con un’iniziativa lanciata nel 2012, mostra questi piccoli geni e dimostra che, per chi vuole, una promozione da record è possibile. Lo scorso anno furono 304 gli studenti (tra elementare, medie e superiori) che aderirono all’iniziativa inviando la loro super-pagella, quest’anno sono stati un po’ meno, circa 250. Tra i pochissimi liceali, eccone quattro di altrettante diverse scuole italiane: le loro storie dimostrano che avere 10 in tutte le materie non è impossibile neanche alle superiori.

CASERTA
Le passioni di Andrea: karate, videogame matematica e latino
Cintura nera di karate e la passione per i videogiochi. Oltre che, ovviamente, per la matematica. Da sempre. La sua innata predisposizione per le materie scientifiche infatti si è vista fin dal primo giorno di scuola: non ha mai avuto dubbi Andrea Magliulo, di quale indirizzo di studi avrebbe scelto alla scuola superiore. Già dalle elementari sapeva bene di essere portato per lo studio della matematica, alle medie è stato promosso con 10 e oggi, che ha appena terminato la classe IV nella sezione A del Liceo Scientifico “Nino Cortese” di Maddaloni in provincia di Caserta, guarda al suo percorso scolastico e sa bene che la scelta dell’indirizzo del liceo, per lui, è stata molto semplice: scientifico, indirizzo tradizionale. «Mi avevano parlato anche del liceo delle scienze applicate - spiega Andrea - ma avrei perso lo studio del latino e questo mi sarebbe dispiaciuto. Oggi infatti amo studiare la matematica e la fisica ma anche latino e filosofia». E non è un modo di dire, visto che ha 10 in tutte le materie, anche in quelle umanistiche. Ma come si svolge la giornata di un ragazzo che ha tutti 10? «Torno da scuola alle 14 circa e dopo aver mangiato vado a rilassarmi un po’ nella mia cameretta, magari giocando ai videogiochi. Ho la passione per l’informatica e mi piacciono molto i giochi di ruolo. Poi inizia il pomeriggio di studio: posso stare sui libri anche 5 ore, quando serve. È un impegno importante, per il quale ho lasciato anche il karate: sono diventato cintura nera e poi mi sono dedicato allo studio. Per tenermi allenato ora faccio un po’ di pesi, mi impegna meno». Tra un anno il diploma e poi? «Ingegneria, intanto ho già partecipato alla Summer school del campus biomedico a Roma». 



PALERMO
Il segreto di Maria aspirante ingegnere: «Sto poco sui social»
Come si fa ad avere 10 in tutte le materie? Semplice, bisogna studiare. Inutile inventarsi tante storie: bisogna stare sui libri anche 5-6 ore al giorno. È questo l’unico segreto del successo, sostiene Maria Conti, classe IV C del liceo scientifico statale “Ernesto Basile” di Palermo: «Studio tutti i pomeriggi dalle 15.30 e mi fermo per la cena, poi riprendo anche di sera. Ogni tanto esco con le amiche ma non sempre mi è possibile. Pratico nuoto due volte a settimane ma ci sono giorni in cui sono costretta a rinunciare». Ha la testa sulle spalle, Maria, assicura di usare i social network, come tutti i suoi coetanei, ma di non dedicargli troppo tempo. Nelle settimane scorse, ad esempio, è andata a vedere gli esami di maturità per capire come si svolgono, visto che il prossimo anno dovrà affrontarli e non vuole arrivare impreparata: «Ho aspettato che iniziassero gli orali nella mia scuola per seguirli, mi interessa vedere come si svolgono». Lo sguardo al futuro è di quelli che, nonostante la giovanissima età, hanno già le idee chiare: «Ho sempre preferito studiare le materie scientifiche e continuerò a farlo anche all’università - assicura Maria - mi segnerò alla facoltà di ingegneria per la laurea triennale e poi, per la magistrale, penso di specializzarmi in energia nucleare». Questa pagella con tutti 10 non è il primo successo che ha ottenuto. Le sue doti sono emerse già qualche anno fa: «In terza elementare, quando già sapevo di amare la matematica - racconta Maria con estrema semplicità - ho vinto i giochi di matematica, una competizione per studenti a livello regionale. Poi mi è venuto naturale proseguire su questa strada».



ASTI
Valerio lo scienziato: una sua invenzione premiata in California
Venti giorni fa, contattato al telefono per questo articolo, Valerio Pagliarino rispondeva: «Domani mattina avrò gli orali della Maturità e voglio rimanere concentrato solo su questo, almeno finché non saranno finiti». Non ci si poteva aspettare che una risposta così matura - forse persino un po’ troppo - da un ragazzo come Valerio, piccolo genio di origini astigiane. Tutti quei 10 sulla pagella, anche nel suo ultimo anno al Liceo scientifico Scienze Applicate di Nizza Monferrato (Asti), da soli non bastano a rendere giustizia al suo brillante cervello. Valerio, infatti, è lo stesso ragazzo che due anni fa, a soli diciassette anni, ha vinto «l’Intel Foundation Young Scientist Award» di Los Angeles. Si tratta di un premio da ben 50mila dollari per il suo “laserwan”, una tecnologia di sua invenzione che, secondo Intel «può portare la connessione Internet ultra veloce nei luoghi più isolati del mondo». Questa stessa invenzione ha ricevuto l’anno prima ancora un riconoscimento dall’Unione Europea, in occasione di un concorso riservato esclusivamente ai giovani scienziati. All’epoca Valerio aveva solo 16 anni. Oltre allo studio e la passione per la scienza, i giovane astigiano ama tanto il rock classico, dai Led Zeppelin ai Queen. Non è un grande amante dello sport, ma fa spesso passeggiate in bici sulle colline della sua Castelnuovo Calcea. (Di Valentina Arcovio)



BOLOGNA
Riccardo ha rinunciato al tennis ma alla vela no: «Se studio sto meglio»

Vive in campagna Riccardo Maria Marabini e quindi, ogni giorno, torna a casa da scuola verso le 15 e 30. Mangia con la famiglia, si riposa mezz’ora e poi inizia a studiare. Nonostante gli orari riesce a seguire un corso di chitarra e nel periodo estivo anche un corso per la barca a vela. Ricco di interessi, Riccardo frequenta il liceo “Luigi Galvani” di Bologna , ha concluso il quarto anno dell’indirizzo scientifico con potenziamento della lingua straniera. Per dedicarsi ai libri ha smesso di giocare a tennis, il suo motto è «studiare abbastanza per sentirsi soddisfati di se stessi». E lui, con tutti 10 in pagella, può dirsi soddisfatto. «Mi affascinano tutte le materie: italiano, matematica e inglese. Ho trovato un indirizzo che mi permette di approfondire tutto. Prima di scegliere la scuola non ne ho visitate tante, alla fine mi sono iscritto a Bologna». Abita a Castel Guelfo ma la vita da pendolare tutto sommato non lo ha penalizzato, anzi è riuscito a mettere a punto le sue capacità organizzative. «Ho lasciato il tennis ma pratico sport in casa, la domenica riesco anche a fare lunghe passeggiate in bicicletta, durante la settimana penso solo a studiare: non si può fare tutto. Per me lo studio è importante perché se riesci a coglierne l’essenza, riesci ad interpretare bene anche la vita». Nei giorni scorsi ha fatto da Cicerone tra le bellezze di Bologna per un gruppo di ragazzi dell’Oregon arrivati con uno scambio culturale. Il futuro? «Ingegneria meccanica a Bologna e poi ingegneria navale per la magistrale, a Trieste o a Genova

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Domenica 21 Luglio 2019, 00:10






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