Statali, nuove pagelle con 15 indicatori: contano anche le spese per le bollette

Sabato 4 Gennaio 2020 di Francesco Bisozzi

ROMA Al debutto 15 nuovi indicatori per valutare le performance degli statali che, almeno nelle intenzioni, dovrebbero porre un freno alle promozioni a pioggia. Il governo giallorosso e la ministra della Funzione pubblica Fabiana Dadone puntano a cambiare l'odierno sistema di valutazione a cui è soggetta la Pa. Come? Più carta risparmierà una singola amministrazione statale e più alto sarà il voto che le verrà assegnato. Anche la quantità di visitatori che accederanno ai siti web degli enti pubblici influirà sulle pagelle. I voti, insomma, saranno legati ai click. La votazione cambierà pure in base al numero dei dipendenti in lavoro agile o telelavoro, al grado di utilizzo del sistema d'identità pubblica digitale, al tasso di servizi di pagamenti erogati attraverso la piattaforma PagoPa, alla spesa sostenuta per gli acquisti di beni e servizi, al tasso di mobilità interna del personale non dirigenziale, alle attività formative dedicate ai dipendenti e al livello di trasparenza. E poi, l'ultimo che esce spenga la luce: sul giudizio impatterà persino il costo delle bollette elettriche. Alla fine del 2018 è stata avviata una sperimentazione su una ventina di amministrazione statali per individuare un set di indicatori comuni tramite cui valutare l'attività delle amministrazioni statali. Inizialmente sono stati testati 34 indicatori su oltre venti amministrazioni. 

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LE ANALISI
Sulla base delle analisi qualitative e quantitative delle risultanze ne sono stati selezionati 15 che meglio si prestano nelle condizioni attuali a essere utilizzati per misurare la performance organizzativa delle amministrazioni pubbliche. Questi ultimi fanno riferimento a quattro aree specifiche: risorse umane, approvvigionamenti, digitalizzazione e trasparenza. Uno degli indicatori fotograferà per esempio la spesa per energia elettrica al metro quadro. Un altro guarderà al numero di servizi a pagamento che consentono l'uso di PagoPa da parte dei cittadini. Un altro ancora alla percentuale di comunicazioni inviate tramite domicili digitali. Per quanto riguarda la gestione degli approvvigionamenti e degli immobili, si terrà conto della quantità di acquisti effettuati tramite il mercato elettronico o convenzioni quadro al fine di risparmiare. Anche il grado di attuazione di forme di organizzazione del lavoro in telelavoro o lavoro agile impatterà sulla valutazione della performance collettiva. Infine verrà misurato il numero di dipendenti sottoposti a colloqui di valutazione e il numero degli accessi unici ai portali delle amministrazioni pubbliche prese in esame. Nel corso del 2020 il Dipartimento della funzione pubblica allargherà la sperimentazione anche alle Regioni e agli enti locali, compresi i piccoli comuni con una popolazione inferiore a cinquemila abitanti. Ma le novità non si fermano qui. Il restyling del sistema di misurazione delle performance dei dipendenti pubblici con cui il ministero della Pubblica amministrazione punta a mettere a punto un sistema più efficace per redigere le pagelle degli statali passa anche attraverso altri canali. Spazio, per esempio, al «miglior dipendente del mese». Si ragiona su una formula per eleggere i cosiddetti «best performer» all'interno di un arco temporale predefinito. 

Ultimo aggiornamento: 13:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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