Il Reddito durerà meno, i paletti per tagliare i costi

PER APPROFONDIRE: costi, reddito
Manovra sul filo, tagli al Reddito

di Andrea Bassi e Francesco Bisozzi

Dopo la Lega sulle pensioni «Quota 100», anche il Movimento Cinque Stelle prova a tagliare i costi della sua proposta bandiera, il reddito di cittadinanza. Allo studio dei tecnici del ministero del lavoro, i sarebbero nuovi paletti per abbassare l’impatto finanziario sui conti pubblici del sussidio. Sul tavolo ci sarebbero ancora diverse ipotesi, ma alcune scelte sarebbero ormai maturate. Il Reddito, per esempio, verrebbe corrisposto agli aventi diritto per 18 mesi. Al termine di questi verrebbe effettuata una verifica se i requisiti che hanno portato alla concessione del beneficio sussistono ancora. Questo check up comporterebbe uno stop di tre mesi all’erogazione dell’assegno che, nel caso in cui il beneficiario ne avesse ancora diritto, potrebbe essere riconfermato al massimo per altri 12 mesi. 
 


IL SISTEMA
Questo sistema permetterebbe di ridurre l’impatto della misura di circa un miliardo di euro l’anno. Ci sarebbero altri schemi con dei tempi di stop prolungati fino a sei mesi che consentirebbero risparmi anche maggiori, ma al momento sarebbero stati scartati. Anche sui requisiti per l’accesso al sussidio il cantiere è ancora aperto. Affianco al requisito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente), fissato a 9.360 euro, verrebbe introdotto anche l’Isre, l’indicatore della situazione reddituale equivalente, che tiene conto solo dei redditi e non anche del patrimonio mobiliare e immobiliare. Nelle prime bozze era previsto anche che il Reddito sarebbe stato pagato anche ai possessori di una seconda casa del valore massimo di 30 mila euro.

Si starebbe invece ragionando della possibilità di escludere coloro che sono possessori di un secondo immobile a prescindere dal valore. Così come sul tavolo ci sarebbe la proposta di ridurre da 10 mila a 5 mila euro la giacenza massima sul conto corrente. L’altro tema in discussione è la cosiddetta «scala di equivalenza», ossia l’ammontare dell’assegno a seconda della composizione del nucleo familiare. La base di partenza, per un single in condizioni di povertà, è di 780 euro, ai quali però andrà sottratto l’affitto figurativo di 280-300 euro se il potenziale beneficiario vive in una casa di proprietà. Si starebbe ragionando di sottrarre una somma «figurativa» anche a coloro che vivono nelle case popolari con affitti agevolati o che hanno abitazioni in comodato d’uso. Nelle prime bozze era stata presentata un’ipotesi con un moltiplicatore che faceva salire a 960 euro il reddito per una coppia, a 1.014 per un nucleo familiare di tre persone, fino ad un massimo di 1.170 euro. Secondo una recente intervista del consulente del ministro Luigi Di Maio, Pasquale Tridico, invece ora si starebbe ragionando su uno schema semplificato: aggiungere 156 euro ai 780 del Reddito per ogni adulto in più e 312 euro per ogni minore a carico. Ma siccome il sussidio agisce come una «integrazione» dei guadagni della famiglia, in media l’assegno sarebbe di 500 euro.

L’ALTRO CAPITOLO
L’altro capitolo è il tentativo di dare una parvenza di misura “attiva” al Reddito. La proposta fatta dal sottosegretario alle infrastrutture e consulente economico di Matteo Salvini, Armando Siri, di erogare il reddito direttamente alle imprese che assumono, è stata parzialmente accolta. Chi forma e fa lavorare un percettore del sussidio, avrà uno sgravio pari all’importo dell’assegno per sei mesi. Un minor costo, poi, ci dovrebbe essere anche per le «pensioni di cittadinanza», l’integrazione fino a 780 euro di quelle al di sotto di questa soglia. La platea degli aventi diritto sarà drasticamente ridotta grazie all’utilizzo dell’Isee. Non solo. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di escludere anche i proprietari di casa anche se hanno un assegno sociale inferiore a 780 euro. In questo modo l’esborso non supererebbe gli 800 milioni di euro. Nel complesso, grazie all’avvio ritardato (aprile-maggio), allo stop di tre mesi dell’assegno e agli altri paletti, anche sul Reddito si riuscirebbero a risparmiare circa 2 miliardi. 
 
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Mercoledì 5 Dicembre 2018, 00:59






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