Diesel e aerei, rischio stangata: nella manovra avanza la maxi-stretta verde

Diesel e aerei, rischio stangata: in manovra avanza la maxi-stretta verde

di Andrea Bassi

Sergio Costa tira dritto. Il ministro dell’ambiente è intenzionato a difendere il suo provvedimento con gli incentivi alla rottamazione delle auto inquinanti e gli sgravi per i prodotti senza imballaggio e a riproporlo al prossimo consiglio dei ministri. E soprattutto farlo nella stessa forma originariamente ipotizzata: un decreto legge immediatamente operativo e non un più lento disegno di legge da agganciare magari alla prossima manovra finanziaria. Lunedì e martedì ci saranno le prime riunioni tecniche con gli altri ministeri, a partire da quello dell’Economia. Il nodo centrale da sciogliere, infatti, sono le coperture finanziarie degli incentivi proposti da Costa. Coperture che il ministero dell’Ambiente aveva individuato in un taglio lineare del 10% annuo dei cosiddetti «Sad», i sussidi ambientalmente dannosi. Una materia delicata. Decisamente. Soprattutto per le voci che lo stesso ministero ha elencato tra quelle “sacrificabili”.

Fioramonti: «Tassa di 1 euro per un volo nazionale e 1.50 per un volo internazionale per finanziare la scuola»

Ci sono, per esempio, i 5 miliardi di euro annui di sgravi sul diesel per le automobili che oggi rendono il prezzo del gasolio più conveniente di quello della benzina alla pompa. Ridurre questo “sconto” comporterebbe di conseguenza un aumento del pieno di carburante per 17 milioni di automobilisti che oggi guidano una macchina diesel. Non proprio un provvedimento popolare. Ma anche le altre voci del lungo elenco predisposto da Costa rischiano di far alzare la tensione con le diverse categorie interessate. Ieri è uscita allo scoperto la Coldiretti. Il presidente dell’associazione dei coltivatori diretti, Ettore PRandini, ha parlato di un «attacco senza precedenti all’agricoltura più green d’Europa». Il taglio delle «Sad», infatti, comporterebbe un aumento del prezzo del gasolio per i trattori che sono alimentati unicamente con questo tipo di carburante. Il rischio, secondo Coldiretti, sarebbe quello di mettere fuori mercato il Made in Italy. 

Non solo. L’altro timore che inizia a serpeggiare al ministero dell’Economia, è che la mossa di Costa possa aprire una sorta di vaso di Pandora. Che cioè anche altri ministri a caccia di risorse per finanziare interventi di spesa siano tentati di utilizzare la “diligenza” dell’ambiente. Non a caso ieri il ministro dell’istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha proposto il rincaro di un euro dei biglietti aerei per il suo piano per scuola e università da 3 miliardi di euro. Un’altra uscita non concordata con il Tesoro. 

LA PRUDENZA
A via XX settembre, a poche settimane dal varo della manovra, si predica prudenza sulla tentazione del tassa-e-spendi dei ministri. C’è una trattativa in corso con l’Unione europea per avre una decina di miliardi di euro di flessibilità sul deficit. C’è l’economia che rallenta, con il Pil che il prossimo anno, come sarà certificato dalla prossima Nota di aggiornamento del Def, non andrà oltre lo 0,4% del Pil. Ci sono da trovare ancora tra i dieci e i quindici miliardi di euro per disinnescare totalmente l’aumento dell’Iva e finanziare i primi tagli del cuneo fiscale. 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabato 21 Settembre 2019, 00:00






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Diesel e aerei, rischio stangata: nella manovra avanza la maxi-stretta verde
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
4 di 4 commenti presenti
2019-09-22 13:43:48
Fintantoche' l'energia elettrica dipendera' dalle fonti non rinnovabili, l'auto elettrica e' solo un regalo alle case automobilistiche. I diesel a olio di Colza e le altre a Metanolo che sono due rinnovabili no?
2019-09-22 12:15:22
Riassumiamo. Tassa sulle merendine e voli e aumento delle accise (con contestuale aumento dei costi dei beni e servizi per tutti, quindi un'IVA mascherata) in cambio riduzione del cuneo fiscale. In teoria la somma delle maggiori entrate (più stipendio) con le maggiori uscite (tasse) dovrebbe essere pari a zero (con molto ottimismo!). Però a chi non è lavoratore dipendente restano solo le tasse, niente riduzione del cuneo fiscale. Chi pagherà questa manovra saranno i "ricchi" pensionati (circa 15 milioni) e i lavoratori autonomi nonché gli artigiani e i liberi professionisti. Il bello è che i sindacati, la cui maggioranza degli iscritti sono pensionati, sono d'accordo! Chi è causa del suo mal...
2019-09-22 16:23:28
Non cambia gran che'. Saranno felici solo quelli che non mangiano merendine ne' insalate in plastica e vanno in bicicletta o mezzo elettrico.
2019-09-22 12:10:57
Aumentare le accise, oltre al costo diretto per l'automobilista, significa in automatico aumentare i costi di tutti i beni e servizi dato che verranno ribaltate in automatico al fruitore finale. È evidentemente un'IVA mascherata. Però il governo PD-5S può gridare che ha evitato l'aumento dell'IVA!