Il ministro brasiliano: «Abbiamo provato a trattare con Cesare Battisti, ma ci ha detto di no»

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Cesare Battisti

di Alfredo Spalla

Le forze dell’ordine brasiliane rispondono al suo Ministero della Sicurezza Pubblica, creato ex novo a febbraio del 2018 dopo una scissione con quello della Giustizia. Raul Jungmann - oggi uomo molto vicino al Presidente Michel Temer e, in passato, già ministro nell’esecutivo socialdemocratico di Fernando Henrique Cardoso - è stato scelto per trovare una soluzione al problema della criminalità in Brasile. Fra le sue funzioni, simili a quelle del nostro Ministro dell’Interno, c’è adesso anche il coordinamento delle operazioni per la ricerca dell’ex terrorista Cesare Battisti, considerato ufficialmente latitante dalla Polizia Federale.

Ministro Jungmann, ci spiega come sono strutturate le operazioni di ricerca del cittadino italiano Cesare Battisti?
«Le operazioni sono coordinate dalla Divisione Anti Terrorismo della Polizia Federale con il sostegno dell’Interpol - Brasile e delle unità di Polizia Federale presenti sul territorio del Paese».

La Polizia Federale risponde direttamente al suo Ministero, giusto?
«Sì, è una forza di polizia subordinata al Ministero della Sicurezza Pubblica».

È vero che avete compiuto due operazioni nello Stato di San Paolo, poi concluse senza risultati?
«Sono state realizzate numerose operazioni in varie città dello Stato di San Paolo e in altri stati del Paese. Al momento sono in corso altre operazioni per localizzare il latitante».

Il Brasile ha tentato una trattativa con il legale di Battisti per una sua possibile costituzione?
«Sì, ci abbiamo provato. Le trattative le ha condotte il direttore generale della Policia Federal, Rogério Galloro, ma il riscontro da parte del latitante è stato negativo. Non sono a conoscenza, però, di quali benefici gli possano essere stati offerti».

Questa trattativa ci lascia supporre che si trovi ancora in Brasile.
«È probabile, ma, che sia in Brasile o all’estero, lo troveremo. È solo una questione di tempo».

È vero che l’Italia si è tirata indietro da una trattativa con possibili vantaggi per l’ex Pac?
«Non mi risulta».

Chi l’ha aiutato a fuggire?
«Non possiamo ancora dire nulla su quest’argomento».

Una parte dei servizi segreti brasiliani ha agevolato, indirettamente, la fuga?
«In alcun modo, è una tesi assurda».

Battisti è ufficialmente latitante da circa due settimane, ma avete informazioni se possa aver iniziato la fuga ben prima?
«Per noi è latitante dal 14 dicembre, quando non è stato rintracciato al suo domicilio nello Stato di San Paolo e quando la notizia è stata diffusa dai media. Ancora non abbiamo raccolto informazioni che ci permettano di dire o delimitare con esattezza quando il fuggitivo sia scomparso». 

Negli ultimi tempi si è parlato di una fuga in Bolivia. È possibile che Battisti si trovi già all’estero?
«Al momento non siamo nelle condizioni di affermarlo».

Quante unità state impiegando per la ricerca di Battisti?
«Non forniamo informazioni sul personale impegnato nelle investigazioni. Posso assicurare, però, che la Polizia Federale è specializzata nella ricerca di fuggitivi internazionali. Lo stesso Battisti è già stato arrestato in altre tre occasioni. Contiamo, inoltre, con la collaborazione di polizie straniere, oltre alla attività di cooperazione della polizia internazionale presente in Brasile, Interpol ed Europol».

Secondo le sue informazioni, il fatto che la stampa abbia anticipato l’ordine di arresto del Supremo Tribunal Federal può aver favorito Battisti nella fuga?
«Quando la stampa è venuta in possesso di quest’informazione, la Polizia Federale era per le strade alla ricerca del latitante e già non si trovava. Pertanto, non c’è stato un danno in merito».

Avete diffuso venti foto segnaletiche differenti di Battisti, ma perché non avete previsto una ricompensa per chi fornirà informazioni utili sul suo nascondiglio?
«In Brasile non esiste una procedura legale per questo tipo di ricompense. Nulla impedisce, però, che la offra l’Italia».

Lei è fiducioso che questa “caccia all’uomo” sarà conclusa a breve o pensa che sarà una lunga battaglia?
«Esiste un protocollo della Polizia Federale per la ricerca dei fuggitivi internazionali e l’abbiamo già applicato. È imprevedibile il risultato di questa ricerca. Possiamo solo affermare che l’impegno della Polizia Federale e del Brasile è grande per portare a termine questa cattura-arresto e che il Presidente ha già decretato l’estradizione».

 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Domenica 30 Dicembre 2018, 00:13






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