Beatrice Bettoni: «Abbiamo vinto noi, ora la gente ama modelle con le curve»

Sabato 18 Luglio 2020 di Michele Boroni
Beatrice Bettoni: «Abbiamo vinto noi, ora la gente ama modelle con le curve»

Una ragazza curvy che arriva in spiaggia e si toglie shorts e camicia per restare in costume, fiera delle proprie misure abbondanti, il tutto di fronte ad altre tre giovani donne che la guardano e la giudicano. È questo uno dei soggetti dello spot lanciato lo scorso anno dal marchio di assorbenti femminili Tampax con l’agenzia pubblicitaria Publicis Italia dal titolo #Decidoio, in cui si raccontavano storie di giovani donne determinate, che si accettano per quello che sono. La scorsa estate questo spot, programmato in tv e sul web, fece molto rumore ed ebbe successo; così quest’anno il marketing della Fater (l’azienda che possiede il marchio Tampax) ha deciso di riproporlo con una massiccia programmazione sui social – Facebook, Instagram e anche TikTok – così da estendere il pubblico di riferimento e i commenti e le offese non sono mancate.

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I commenti quindi non sono andati tanto alla Tampax o a chi ha realizzato lo spot, quanto alla modella protagonista dalla campagna, che è una ventitreenne di Bergamo, Beatrice Bettoni, che oltre a fare la modella curvy, studia anche Relazioni Pubbliche allo Iulm. 

Dalla sua pagina Instagram (@ladybboriginal, oltre 20 mila follower) la modella si è espressa lamentandosi del fatto che si presta sempre troppa attenzione ai commenti negativi «che comunque rappresentano solo un 10%, anche se sono quelli con più views». 

Ci spieghi meglio quello che è successo dopo che è stato riprogrammato lo spot.
«C’è una fetta molto ampia di pubblico che è rimasta piacevolmente sorpresa di fronte allo spot perché ha visto una ragazza curvy in tv in costume, che è un’immagine piuttosto rara nella pubblicità. Poi c’è una parte minoritaria che mi ha criticato perché non sono abbastanza grassa o brutta per fare questa parte, e infine ci sono quelli che insultano perché sono una cicciona e “promuovo l’obesità”. A me dispiace perché ci sono molti blog e profili social che si occupano di body positive (la pratica che insegna ad accettare il proprio corpo, ndr) che fanno screenshot a questi tweet e messaggi negativi e non danno peso ai tantissimi messaggi positivi diffusi in rete».

E perché le dispiace questo?
«Se noi mostriamo solo i commenti negativi le ragazze con un fisico simile al mio pensano che possano ricevere solo insulti, quando invece il 90% dei commenti che vedo e ricevo tutti i giorni da un anno sono di incoraggiamento e positivi e possono aiutare anche altre ragazze. E così mi piacerebbe far vedere che una ragazza come me non viene discriminata, anzi, riceve complimenti potrebbe aiutare anche altre ragazze». 

Guardando i commenti critici in rete ho notato però che la stragrande maggioranza arrivano da donne e ragazze.
«Sì, anche perché questa pubblicità è molto targetizzata verso un pubblico femminile e quindi i commenti arrivano più da loro». 

Purtroppo il body shaming (letteralmente derisione del corpo) esiste, specialmente in Rete ed è anche importante saper affrontare i commenti negativi. 
«Certo, le critiche esistono e bisogna dargli il giusto peso, ma se questi sono decisamente minoritari, perché dare tutta questa visibilità?. Nella vita ci sarà sempre lo str... di turno che mi dirà che sono una “cicciona”, ma ce ne sono altri dieci che pensano io sia bellissima. Il body shaming è minoritario». 

Secondo lei il modello di bellezza è cambiato? 
«Non credo che oggi esista più un solo modello di bellezza standard. Secondo me è importante che una ragazza si possa accettare come è anche con i propri difetti, anche se è sovrappeso». 

Però possiamo dire che il modello sovrappeso in qualche modo è stato sdoganato. 
«Non sta a me a dirlo, perché evidentemente sono di parte, però dai commenti e dagli apprezzamenti che vedo mi sento di dire il nostro modello di fisico ormai è stato accettato da molte persone. Quindi non date visibilità ai pochi commenti negativi, perché in realtà ormai alla gente noi piacciamo». 

Ultimo aggiornamento: 12:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA