Tim, passo indietro di Gubitosi «Per non compromettere l'Opa»

Venerdì 26 Novembre 2021

GOVERNANCE
ROMA Luigi Gubitosi non ha atteso che si concretizzasse la temuta sfiducia ma ha preferito prendere lui l'iniziativa. Così, al termine delle riunioni congiunte del collegio sindacale e del comitato rischi sul contratto Dazn, ha preso carta e penna annunciando il passo indietro in una lettera inviata a tutti i membri del cda. «Al fine di favorire il processo decisionale da parte del consiglio, metto a disposizione del cda le deleghe che mi avete conferito, per vostra opportuna valutazione. Se questo passaggio consentirà una più serena e rapida valutazione della non binding offer di Kkr, sarò contento che sia avvenuto», si legge nella lettera. Una decisione sofferta ma che è dipesa dalla crescente conflittualità con Vivendi, primo azionista con il 23,9% che avrebbe reso incandescente il consiglio straordinario di oggi pomeriggio, convocato sulla base di varie lettere di comitati interni e collegio sindacale, per un totale di 12 firme, allo scopo di arrivare a un chiarimento.
Difficile prevedere l'effetto dell'iniziativa del manager, che sarebbe stata assunta anche per contestare le conclusioni del collegio sindacale e del Comitato rischi durante le quali sarebbe emerso un nuovo scostamento di 250-300 milioni nei ricavi relativi al contratto Dazn facendo balenare l'ipotesi di un terzo profit warning. Quale che sia l'esito della riunione di oggi, di sicuro assisteremo allo show down finale visto che Gubitosi vi parteciperà. E se davvero si arriverà alla rottura, un tema sarà l'individuazione del successore. Molto probabilmente si opterà per una soluzione transitoria con un incarico ad interim al presidente Salvatore Rossi.
LE CANDIDATURE
In Borsa il titolo anche ieri è stato protagonista di grande volatilità: dopo aver toccato in mattinata 0,51 euro, prezzo leggermente superiore alla proposta non vincolante di Kkr sul 100% delle azioni ordinarie e risparmio (con efficacia a partire dal 51%), nel pomeriggio ha ritracciato del 2,6% finendo a 0,48 euro. La proposta del fondo Usa che valorizza il gruppo 11 miliardi contiene alcune condizioni, come l'effettuazione della due diligence in 4 settimane, il sostegno del governo che ha voce in capitolo sulla rete, come ha sottolineato due giorni fa il premier Mario Draghi allargando le raccomandazioni alla tutela dell'occupazione e della tecnologia, e il management della società. Il passo indietro di Gubitosi fa venir meno questa condizione e pertanto è probabile che il board odierno - sicuramente lungo e particolarmente acceso per le posizioni non univoche - affronti il tema della gestione della proposta di opa. «L'idea, ventilata da alcuni consiglieri di non inserire il prezzo nel comunicato stampa o di non precisare le condizioni di Kkr, o addirittura l'interrogativo sull'opportunità di emettere un comunicato, dimostrano la totale mancanza di rispetto verso il mercato che non può appartenere alla cultura di Tim», osserva Gubitosi nella sua lettera. E prosegue: «La stessa trattazione tra gli ultimi punti dell'ordine del giorno del cda di domani (oggi, ndr) può dare un senso di scarsa priorità». Ma è su un punto, in particolare, che il manager si sofferma polemicamente, quando evidenzia che la proposta di Opa avanzata dal fondo americano è rivolta a tutti gli azionisti, non solo a quelli rappresentati in consiglio. «In questo caso - avverte - il cda deve attenersi alle regole». Infine «le non troppo velate accuse che mi sono state rivolte sulla mia presunta vicinanza a Kkr. Oltre ad essere totalmente fuori luogo e false non devono essere utilizzate strumentalmente per rallentare il processo di esame della indicazione di interesse, tentativo dal quale mi dissocio in modo netto».
Rosario Dimito
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