Ideal Standard chiude il sito bellunese: 450 posti a rischio

Giovedì 28 Ottobre 2021
Ideal Standard chiude il sito bellunese: 450 posti a rischio

LA CRISI
BELLUNO I timori di chiusura del sito Ideal Starndard di Borgo Valbelluna, unico rimasto in Italia, si sono materializzati ieri al tavolo del Ministero dello Sviluppo economico. La multinazionale ha comunicato di voler cessare l'attività nell'arco dei prossimi mesi. L'intenzione è di distribuire la produzione nei siti di Sevlieva (Bulgaria), Teplice (Repubblica Ceca) e Rugeley (Inghilterra). Si apre così un'altra voragine occupazionale: 450 i lavoratori destinati a perdere il lavoro ai quali si aggiungono i 300 della vicina Acc ormai pronta al fallimento se entro il 20 novembre non arriveranno manifestazioni di interesse all'acquisto del sito.
Le Rsu e le segreterie territoriali di Femca, Filctem e Uiltec proclamano come prima iniziativa 16 ore di sciopero tra oggi e domani. La multinazionale, da parte sua, fa sapere di essere disposta ad accompagnare le trattative per un eventuale cessione di stabilimento e marchio. Ma come ricorda un infervorato sindaco di Belluno, Jacopo Massaro: «Era chiaro fin dall'inizio che la Ideal avesse acquisito la Ceramica Dolomiti per eliminare un concorrente. Siamo di fronte ad una finanza speculativa, non di produzione e il Ministero non può stare a guardare».
Il Mise, con una breve nota, fa sapere che la questione è in «mano al viceministro Alessandra Todde», la stessa che cura il dossier Acc, sulla quale si confida per una soluzione non meglio specificata. In campo anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, il bellunese Federico D'Incà, che anticipando la Todde annuncia: «Il vero grande obiettivo da parte del Governo è quello di intervenire per la salvaguardia della produzione e per dare continuità al sito: gli sforzi andranno nella tutela degli operai che da tempo dimostrano dedizione per un'azienda storica del Bellunese. Sono in costante contatto con le organizzazioni sindacali di cui mi farò portavoce con il Ministero dello Sviluppo economico per trovare una soluzione». Sostenere l'attività è il leit motive anche dell'assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan, nel parlare di «giornata drammatica per l'intera industria veneta. Siamo sotto shock - dice - perché è molto grave. I lavoratori, da tempo, avevano ipotizzato che le decisioni della multinazionale andassero in questa direzione e, purtroppo, è accaduto ciò che temevano».
SITUAZIONE DRAMMATICA
Di «promesse tradite» parla invece il deputato Pd, Roger De Menech. «Decisione inaccettabile - afferma una nota di Ugl Chimici - . Chiediamo che l'Ideal permetta quantomeno una reindustrializzazione del sito e consenta ad eventuali imprenditori interessati a subentrare e produrre ceramica mettendo a disposizione anche lo storico marchio Ceramica Dolomiti che riteniamo patrimonio del territorio».
Lauredana Marsiglia
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