Bendati tra le opere in cerca dell'essenza

Sabato 11 Maggio 2019
Bendati tra le opere in cerca dell'essenza

LA MOSTRA
VENEZIA Quella dell'artista franco-canadese Caroline Lépinay, è una mostra o per meglio dire un percorso che cattura e coinvolge il visitatore attraverso tutti e cinque i sensi. Un itinerario unico nel suo genere a palazzo Tiepolo Passi in cui è possibile entrare in contatto diretto con l'opera che ci sta davanti, toccandola con le dita, accompagnati dalla musica del maestro Pavarotti e da alcune essenze profumate realizzate dall'artista insieme al figlio. Love is Blind | Blind for Love: opera opere, il titolo della mostra patrocinata dalla Fondazione Luciano Pavarotti, dall'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e dal Museo Tattile Statale Omero, che potrà essere visitata fino al 29 settembre.
ESPERIENZA
Un'esperienza, quella proposta da Lépinay, volta a sensibilizzare sulla necessità di superare le barriere delle differenze e per far risaltare le diversità che intercorrono fra percezione esteriore quella della vista ed interiore. E i visitatori, questa è la vera particolarità del percorso, avranno la possibilità di assaporare l'esperienza da bendati per un approccio del tutto inusuale con l'opera, più vero e immediato venendo accompagnati anche da guide non vedenti. «Questa è una mostra a cui ho lavorato per due anni spiega Lépinay realizzata appositamente per Venezia, che amo, città degli innamorati per antonomasia. Mettere in relazione Venezia e una mostra tutta incentrata sull'amore è venuto spontaneo». Ma l'artista ha voluto giocare anche su un altro aspetto, pensando a quelle persone che vagano per la città «guardando ma non vedendo davvero», troppo distratte dal proprio cellulare. «L'idea aggiunge in merito alla sua ultima fatica è nata da un'altra mostra realizzata a Ginevra, visitata da non vedenti che hanno avuto, con l'opera, un approccio tattile. E sono rimasta colpita e commossa da come riuscissero a leggerla, proprio come se fossi stata io stessa a descriverla». «Non è detto il commento di Alessandro Trovato, presidente Uici della provincia di Venezia che con la vista si percepisca necessariamente di più. Avere la possibilità di fare questo percorso prima bendati, trovandosi in una situazione come la nostra, e poi sbendati, consente un confronto fra la percezione e la realtà». In merito al filo conduttore dell'esposizione, Lépinay sottolinea come il suo progetto sia nato dal modo di dire amore cieco, risalendo a ritroso fino a Platone per il quale, fra l'altro, l'amore non era affatto tale, bensì totalizzante. È sempre il filosofo greco infatti a dire che bisogna passare tutte le forme dell'amore primordiale per arrivare alla sua sublimazione, rappresentata da Agape (concetto caro ai cristiani). Philippe Nicolas e Fred Berthold, sono gli altri artisti ospitati nelle sale del palazzo.
Marta Gasparon
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA