Rasi: «Vi racconto il mio argento»

Lunedì 24 Giugno 2019
L'INTERVISTA
BELLUNO Sanità bellunese sul podio. Per una manciata di voti l'azienda Dolomiti ha perso la medaglia d'oro arrivando solo seconda. La Regione ha premiato, infatti, ospedali, medici e infermieri che nel 2017 hanno raggiunto così alti livelli. Proposta per la prima volta dall'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin, la presa d'atto della valutazione finale si basa su alcuni punti cardine tra cui quelli del rispetto della programmazione regionale ma soprattutto la qualità e l'efficacia dell'organizzazione dei servizi sociosanitari sul territorio delle singole aziende Usl. Una performance ancora più positiva se pensiamo che la Giunta regionale e la V Commissione hanno dato il massimo dei punteggi. Un podio accolto con grande soddisfazione dal direttore generale Adriano Rasi Cadogno e dai suoi collaboratori.
Direttore è soddisfatto di come sono andate le cose?
«Sono molto soddisfatto dal risultato ottenuto dall'azienda perché è frutto del lavoro di tutte le componenti. L'aspetto che trovo più positivo di questa performance aziendale, ed essendo al vertice ed averne la responsabilità complessiva non può che farmi piacere, è che la parte di valutazione della giunta e della V commissione che è legata a degli indicatori obiettivi, in entrambe abbiamo preso il massimo dei voti possibili, ossia 60 su 60 e 20 su 20. Ricordo che, per quanto riguarda la valutazione della giunta, bisogna lavorare su una settantina di indicatori che riguardano tutti gli aspetti dell'attività aziendale: da quelli economico - finanziari a quelli organizzativi, dalle performance sanitarie alle performance territoriali, ecc. Credo quindi che sia legittimo esprimere soddisfazione per il risultato».
Una risposta alle critiche?
«Credo inoltre che questo risultato sia la risposta migliore a tutti coloro che, periodicamente, esprimono delle valutazioni su singoli episodi che accadono in azienda e non tengono conto di una performance complessive dell'azienda per la quale poi parlano i fatti».
L'unica nota stonata, è la non totale soddisfazione da parte dei sindaci del territorio bellunese.
«La valutazione dei sindaci riguarda la parte socio sanitaria di loro competenza. Dai sindaci abbiamo ottenuto un punteggio di 18/20, per cui complessivamente mi sembra che la valutazione per l'Usl e per me che sono direttore in questi anni, è ampiamente positiva. Inoltre è da tenere conto che in questi anni stiamo centrando sempre più obiettivi ed il punteggio va migliorando e questo mi sembra oggettivamente un risultato positivo».
Una medaglia d'argento che ha ancora più valore se pensiamo alla situazione di difficoltà che il bellunese, per varie motivazioni, si trova a dover affrontare, anche rispetto al territorio di pianura.
«Certamente si. La nostra Usl deve affrontare problematiche importanti come la vastità del territorio, le difficoltà nel raggiungerlo in tutti i suoi punti, la difficoltà di reperire specialisti, la popolazione che è la più anziana del Veneto con tutto quello che ciò comporta. Ci tengo però a ribadire che è un risultato di una grande squadra; gli obiettivi che sono assegnati al direttore vengono poi assegnati ai diversi settori dell'azienda per cui è un vero lavoro di squadra».
La sfida futura?
«Continuare a ottenere dei risultati di buon livello in un contesto che è sempre più complesso. Gli indicatori, sia nel 2018 che nel 2019, sono ancora più tosti per cui il nostro obiettivo è quello di fare sempre il meglio possibile perché l'azienda dia i servizi migliori agli utenti».
Quali progetti per il futuro per gli ospedali del bellunese?
«Per quanto riguarda l'ospedale di Belluno abbiamo intercettato un grosso finanziamento che ci permetterà di adeguare dal punto di vista sismico il San Martino per cui questa credo sia una cosa di grosso rilievo. Per quello di Feltre invece, quest'anno, sarà l'anno della chiusura dei lavori della piastra chirurgica. A breve consegneremo al concessionario l'ospedale di Cortina e anche lì partirà una ristrutturazione molto importante. Anche su Pieve di Cadore e Agordo ci sono e ci saranno tutta una serie di investimenti e novità che comunicheremo prossimamente. Se questi sono i progetti dal punto di vista strutturale, dall'altro lato lavoriamo quotidianamente per garantire i servizi migliori possibili alla cittadinanza e agli utenti dell'Usl Dolomiti».
Eleonora Scarton
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