Quasi 150 negozi chiusi in centro: «Servono idee anti sonnolenza»

Mercoledì 20 Novembre 2019
IL CENTRO CHE MUORE
Sono 144 i negozi sfitti nel centro storico di Belluno. Da via Loreto a Piazza dei Martiri sono 19 i negozi chiusi, da via Mezzaterra a piazza 1° novembre sono 34, in piazza Piloni e via Iginio D'Incà sono 17, in piazza dei Martiri 13, in via Segato sono 6, in via Tasso sono 12, in via Simon da Cusighe 13. L'elenco è ancora lungo. Li ha contati, uno per uno, il consigliere Franco Roccon (Civiltà bellunese) che parla anche in veste di presidente di Belluno e Veneto dell'Unione sindacati agenti e rappresentanti di commercio italiani.
MANO TESA
«Chiedo di sederci tutti intorno ad un tavolo, Ascom, Consorzio Centro Storico e Comune - incalza Roccon, che da parte sua assicura - la massima disponibilità per togliere la città da questa sonnolenza». Franco Roccon ha fatto una sua analisi della situazione: tra le cause ostative dell'apertura di nuovi negozi ci sono gli affitti alti, a causa dei costi derivati da Imu, Tasi e Tari e la difficoltà a parcheggiare comodamente. «Non è bello visitare una città e trovare 144 negozi sfitti, questo dipende anche dalla capacità dell'amministrazione pubblica di determinare i costi pubblici di un esercizio commerciale», spiega Roccon. E quindi che soluzioni ci sono? «Le ricette si possono studiare insieme, chiedo al presidente dell'Ascom, Paolo Doglioni di farsi carico di questa moria di attività. Anche il Consorzio del centro storico deve farsi parte attiva con il Comune». Da parte sua, Franco Roccon sta pensando ad un ordine del giorno sullo status del commercio in città. «Lancio un'idea: piazza Piloni potrebbe essere la fermata di trasporto pubblico urbano, pensare che piazza Martiri diventi una sorta di grande rotatoria dove si possa parcheggiare. Poi può rimanere un tentativo ma qualcosa va fatto». E se ci sono 144 negozi sfitti, presto ce ne saranno due in più.
DOPPIA SERRANDA ABBASSATA
Chiude l'edicola di piazza Piloni mentre l'Ortopedia sanitaria Bellinazzi di via Jacopo Tasso si sposta in via Feltre. Paolo Bertin, titolare della sanitaria Bellinazzi, ha preso la decisione di chiudere la sede del centro «un'attività che vanta più di 60 anni: da due anni a questa parte i costi superano i guadagni, allora abbiamo preso la decisione di potenziare la sede di via Feltre», che invece lavora molto bene. Perché le persone preferiscono via Feltre? «Il parcheggio è determinante. Non lo dico io, ma i clienti. Otto su dieci chiama, chiede se c'è il prodotto e aggiunge: Lo trovo in via Feltre? Andrei lì, sono più comodo con l'auto», conclude Bertin. Dopo oltre 40 anni chiude per sempre l'edicola di Piazza Piloni, gestita da Armanda e Federica Fiabane, non sono parenti, ma portano lo stesso cognome. «La mia famiglia spiega Armanda - gestiva l'edicola, che prima era posizionata in un negozio di fronte all'Itis, dal 1971, con Federica ci siamo spostate qui dal 2001», all'angolo di Piazza Piloni e via Tasso, per intenderci. «La decisione di chiudere è stata una scelta di vita, c'era la volontà di fare altro. Ho aperto un B&B e preferisco seguire quell'attività, è un tutt'altro modo di vivere». Nessuno rileverà l'edicola? «Da un anno e mezzo stiamo provando a cedere l'attività, una volta abbiamo anche ricevuto un'offerta ma poi non se n'è fatto più nulla». Ultimo giorno il 30 novembre.
Federica Fant
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