«Non dimenticatevi di Federico: le ricerche devono continuare»

Mercoledì 8 Settembre 2021

VAL DI ZOLDO
Una settimana con il fiato sospeso, a fare il conto alla rovescia. Elena Panciera, la moglie di Federico Lugato, l'uomo scomparso nel nulla la mattina del 26 agosto a Pralongo in Val di Zoldo, non si arrende e sprona a proseguire le ricerche del marito. Lunedì, infatti, dopo 12 giorni di dispiego di forze sul campo e al termine di una riunione in Prefettura, il prefetto Mariano Savastano ha annunciato la sospensione delle operazioni. La macchina dei soccorsi è ferma o, meglio, il Soccorso alpino per tutta la settimana monitorerà il bosco e lunedì prossimo ne farà una relazione per Palazzo dei Rettori. La donna aspetta, ma chiede che non ci si dimentichi di Federico. «Dodici giorni di ricerche, anche se con tanti mezzi e persone, non hanno permesso di trovarlo commenta -. Non sono sufficienti come sforzo istituzionale. Una persona dispersa va trovata. Anche considerato il fatto che esiste poca chiarezza normativa relativa alle persone scomparse. Non vorremmo che gli esiti della riunione di lunedì pomeriggio in Prefettura fossero il primo passo per l'interruzione delle ricerche». La dichiarazione di assenza viene emanata dal tribunale trascorsi almeno 2 anni dalla scomparsa, ma l'iter si conclude dopo oltre 10 anni, con la dichiarazione di morte presunta. Nel frattempo, ci sono una marea di difficoltà burocratiche e legali per la famiglia, che si aggiungono ovviamente al dolore emotivo e psicologico per la scomparsa. Ieri, in un video affidato alla rete, la donna ha tracciato un bilancio dei dodici giorni di ricerche, ha ringraziato i soccorritori, ha spiegato a chi sta seguendo la vicende dai suoi aggiornamenti in Instagram la decisione del prefetto e ha rivelato di essere in attesa delle decisioni che scaturiranno da lunedì prossimo. «Sono stati 12 giorni lunghi come un anno le sue parole -. È stato molto doloroso sentire che per una settimana le ricerche saranno interrotte, adesso siamo in una fase ancora più difficile perché bisogna aspettare che cambino le condizioni. La strategia adottata fino adesso non ha portato ai risultati che speravamo, per cui è naturale cambiare. Una strategia è quella di lasciare il bosco libero, lasciare che si ripulisca dagli odori delle persone e dei cani e lasciare che la natura faccia il suo corso e dicendo questo intendo proprio quello che capite. In questi giorni il bosco verrà monitorato, mi ha detto il prefetto, quindi lunedì prossimo ci sarà una relazione da parte del Soccorso Alpino che sta coordinando le operazioni. Lunedì prossimo si valuterà cosa fare. Io vi confesso che ho paura che poi di Federico ci si dimentichi e che non si continui nelle ricerche». A spaventare la donna è la mancanza di un piano.
Alessia Trentin
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