Acc, l'altro fonte caldo dell'occupazione: produzione al lumicino e futuro incerto

Mercoledì 20 Ottobre 2021

BORGO VALBELLUNA
Il caso Ideal Stardard, purtroppo, fa cattiva compagnia ad un'altra grave situazione di crisi che sta mettendo a rischio oltre 300 posti di lavoro: si tratta della Acc, da oltre un anno in amministrazione straordinaria. Il Governo non è mai riuscito ad erogare i fondi necessari per sostenere il rilancio produttivo avviato dal commissario Maurizio Castro unitamente allo straordinario impegno delle maestranze determinate a non far chiudere la fabbrica, unica in Italia a produrre compressori per la refrigerazione domestica, tra l'altro in una fascia di alta gamma. Così il boom produttivo e di fatturato registrato dopo il riavvio dello stabilimento seguito dalla fuga del gruppo cinese Wanbao, si è dovuto ridimensionare a maggio per carenza di liquidità. E ora le linee viaggiano al lumicino, nonostante la domanda sia forte.
Il bando internazionale per la vendita del sito è andato purtroppo a vuoto dopo una prima manifestazione di interesse da parte di Nidec e Secop. Ora non resta che il tentativo di trovare altri possibili acquirenti, ovviamente in una contrattazione che rischia di essere al ribasso.
Sarebbero bastati 12,5 milioni di euro per mettere in sicurezza Acc e piazzarla al meglio sul mercato, ma i vari progetti di sostegno promessi dal Governo sono tutti naufragati.
Nell'ultima riunione del Consigio di sorveglianza socio-istituzionale si è cercato di stanare il ministero, ma ad oggi non ci sono ancora nuove all'orizzonte. Il ministro Federico D'Incà, presente alla riunione, si è impegnato a trovare nuove linee di finanziamento, ma i tempi sono sempre più stretti. A dicembre si lavorerà solo 4 giorni.
A fianco di Acc ci sono sempre stati i lavoratori di Elctrolux di Susegana (Tv), gruppo tra i principali clienti del sito zumellese.
Lauredana Marsiglia
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