Vaccini buttati, anche il Veneto presenta il conto a Petrillo

Giovedì 4 Novembre 2021
Vaccini buttati, anche il Veneto presenta il conto a Petrillo

L'INCHIESTA
TREVISO Si fa sempre più salato il conto per Emanuela Petrillo, l'ex assistente sanitaria di Spresiano in servizio a Udine, Codroipo e Treviso accusata di aver vaccinato centinaia di bambini, per anni, solamente per finta. Ieri l'Usl trevigiana, dove è esploso il caso all'inizio del 2017, ha annunciato che è pronta a chiederle un risarcimento danni per 150mila euro. Una somma che andrebbe ad aggiungersi a quella decisa dalla Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia, che ha appena condannato la stessa Petrillo al pagamento di 550mila euro nei confronti dell'azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale. «Innanzitutto ci sono stati dei costi legati ai vaccini che sono stati gettati all'interno dei contenitori e non utilizzati sulle persone. E poi c'è da tener conto anche del tempo di lavoro di medici e infermieri spiega Francesco Benazzi, direttore generale dell'Usl trevigiana di conseguenza non può esserci altra strada che quella della richiesta di risarcimento danni. Ne abbiamo già parlato con il nostro ufficio legale. Siamo pronti a procedere».
Il totale non è ancora stato calcolato in modo preciso. La Petrillo è stata in servizio negli ambulatori del Friuli dal 2009 al 2015. Mentre a Treviso, di seguito, ha lavorato solo per poco più di un anno. L'Usl trevigiana, comunque, ha già stimato la richiesta di risarcimento danni. «Attorno ai 150mila euro specifica il direttore generale è questa più o meno la cifra, tenendo conto del fatto che da noi per fortuna ha lavorato meno rispetto al Friuli». La Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia ha anticipato i tempi rispetto al procedimento penale in corso sottolineando che «si deve ragionevolmente ritenere» che Emanuela Petrillo nella sua veste di assistente sanitaria, non infermiera, «abbia coscientemente agito secondo l'intenzione di omettere le somministrazioni».
LA SENTENZA
La sentenza penale di primo grado è attesa per l'8 febbraio del prossimo anno. E l'avvocato Paolo Salandin, legale della Petrillo, non nasconde la sorpresa per l'accelerata sul fronte delle richieste di risarcimento danni. «È un esempio di giustizia celere che, a differenza di quanto avviene in Veneto, noto spesso nella magistratura del Friuli Venezia Giulia spiega ma la sentenza di primo grado in sede penale arriverà solo il prossimo febbraio. E non sarà neppure definitiva: se sarà di colpevolezza, ci appelleremo andando, se necessario, fino in Cassazione». «Il tema del peculato, poi, dovrà essere discusso a fondo aggiunge non siamo in presenza di una persona che si è appropriata dei vaccini e li ha rivenduti».
L'avvocato di Montebelluna sostiene di trovare inspiegabile la ragione per cui i giudici amministrativi veneti abbiano sospeso il pronunciamento in attesa della decisione della magistratura penale mentre quelli friulani l'abbiano anticipata. «Tanto più se si tiene conto che alcune tra le contestazioni potrebbero essere prescritte prima di un giudizio definitivo conclude Salandin la cifra di un eventuale risarcimento dei danni, quindi, è per lo meno ancora tutta da definire».
Mauro Favaro
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