Una realtà che pesa anche a Nordest con 184 sportelli in Veneto e 38 in Friuli

Domenica 24 Ottobre 2021

I NUMERI MPS
A quantificare il valore sul territorio del Nordest di Monte dei Paschi bastano pochi numeri. Il gruppo senese conta in Veneto 184 sportelli: su un totale di poco più di 2.350 attivi, la terza banca singola più presente in regione, dopo i colossi Intesa Sanpaolo e Unicredit, o comunque appena giù del podio a voler considerare come un unicum le realtà del credito cooperativo. Peraltro con una diffusione piuttosto capillare, frutto soprattutto dell'aggregazione dell'ex Antonveneta. Discorso parallelo per i lavoratori: 2.640 i dipendenti (di cui oltre 1.400 nella sola provincia di Padova), secondo i dati di recente comunicati dai sindacati di categoria. Anche in questo caso, per dare un metro di paragone, tutte insieme le bcc si aggirano intorno ai 4mila addetti. Benché leggermente più attardata nella classifica di radicamento del settore, in Friuli Venezia Giulia l'insegna Mps campeggia su 38 filiali (su 646 complessive), in cui lavorano circa 400 persone, di cui, in particolare, 150 nel solo capoluogo regionale, anche qui eredità dell'aver incorporato nel passato oltre ad Antoniana, ad esempio anche Banca di Trieste - Trzaska Kreditna Banka. Molto più ridotto, invece, il contingente in Trentino Alto Adige, dove non va oltre due agenzie. Inevitabile, alla luce di tale quadro, che la possibile rottura della trattativa per l'acquisizione di una serie di sportelli Mps da parte di Unicredit generi ricadute e attenzione anche nel Triveneto. Giancarlo Pederzolli, segretario generale della First Veneto, l'organizzazione dei lavoratori del comparto bancario- finanziario della Cisl, premette di poter commentare come addetto ai lavori, ma da esterno poiché come sindacati siamo purtroppo esclusi da quel tavolo, ma riconosce di non essere troppo sorpreso dalla notizia: «Appariva già chiaro a molti che le richieste di Unicredit potessero essere giudicate troppo onerose dal governo». Il leader sindacale ricorda come Mps «ad oggi, non è assimilabile alle ex banche venete: ha superato anche gli stress test della Bce». I sindacati di categoria nelle scorse settimane avevano già indetto uno sciopero unitario per sollecitare chiarezza sulla vicenda: «Questa banca, dopo i tanti sforzi della collettività e dei dipendenti, che hanno sopportato riduzioni degli stipendi e condizioni di lavoro tra le più dure, merita di trovare un partner che la valorizzi e, secondo noi, non deve essere per forza bancario».
Mattia Zanardo
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