Tosi-Lega, il gelo dei big «Non c'è posto per lui»

Giovedì 30 Settembre 2021

LO SCONTRO
VENEZIA L'altro giorno Flavio Tosi l'ha ammesso: «Il rientro nella Lega è una cosa complessa e io lo so bene». Ma forse l'ex sindaco di Verona, riferendo di avere in corso contatti con il segretario federale Matteo Salvini per una propria ricandidatura nel 2022, non si aspettava il gelo mostrato ieri da big come Luca Zaia e Roberto Marcato verso il suo riavvicinamento. «Non è all'ordine del giorno e non è una possibilità valutabile, per quel che mi riguarda», ha tagliato corto il governatore. «Non c'è posto per un uomo che, quando aveva la responsabilità in Veneto, ha fatto disastri, ha portato il movimento ai minimi storici e ha inaugurato una stagione di violenza inaudita», ha rincarato la dose l'assessore regionale.
IL PERDONO
Nell'intervista di domenica ai quotidiani del gruppo Gedi, Tosi si era detto più che fiducioso sui possibile perdono da parte degli ex colleghi di partito. «A Luca non ho nulla da dire, lui è corretto e sa qual è la prassi interna al movimento. A Marcato dico che in politica i problemi vanno superati», aveva dichiarato il leader di Fare!, elogiando Zaia («È un amministratore, non guarda i personalismi») e sfidando Marcato («Vada a vedersi i voti della Lega negli anni in cui Tosi era sindaco di Verona: avevamo il massimo del consenso»), tanto da concludere: «Spero prevalga l'interesse di Verona e della Lega. Penso che sia questo il discrimine tra chi personalizza e chi ragiona pragmaticamente».
L'OPPORTUNITÀ
Chiara la distinzione prospettata dall'ex segretario della Liga Veneta: il ragionevole sarebbe Zaia, mentre il piccato sarebbe Marcato, che al Gazzettino aveva già bollato come «un ossimoro» l'ipotetico binomio Lega-Tosi e in queste ore è tornato alla carica. «Non faccio mai questioni personali: è una questione di opportunità politica. Sull'uomo non ho nulla da dire, ma da dirigente di partito rilevo che tra lui e noi c'è un divario di valori. Non posso dimenticare quell'ultimo direttivo a Padova in cui Flavio andò via, scortato dalla Digos, fra le urla e gli sputi: cose mai viste in Lega, momenti drammatici che non voglio neanche immaginare di poter rivivere».
SCENARI
Tosi sostiene però che, se si sono rappacificati Umberto Bossi e Silvio Berlusconi, possa esserci una ricomposizione pure fra lui e il partito. «È dura immaginare di sostenere una persona che voleva candidare se stesso al posto di Zaia ha obiettato Marcato e che ha fatto di tutto per mettere in discussione la candidatura del nostro presidente. Lo troverei un errore madornale, non fosse altro perché Luca è stato votato da quasi l'80%, quindi abbiamo avuto ragione noi e la storia ha condannato lui. E poi Tosi dimostra di essere vecchio, nel tentare di alimentare lo scontro: Zaia, che era il suo nemico numero uno, adesso diventa corretto e sensibile, mentre Marcato è quello che ne fa una questione personale. Questa è solo tattica politica, mentre con il Covid il machiavellismo ha lasciato il posto al pragmatismo. Tosi vuole attirarci nella ragnatela dei calcoli, ma non ci riuscirà».
Resta tuttavia il fatto che, a sentire l'ex primo cittadino scaligero, Salvini sarebbe pronto al dialogo. «Non ci trovo nulla di strano è la replica di Marcato perché un segretario ascolta tutti. Il punto è che Flavio è furbo, per cui fa percepire che ci siano contatti in corso, ben sapendo però che un avversario non potrà mai essere il nostro candidato. Me lo dicono anche decine e decine di messaggi dei militanti veronesi: per loro il ritorno di Tosi sarebbe una bestemmia».
Angela Pederiva
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