Tamponi nei Covid Point negati a chi non è vaccinato

Venerdì 3 Dicembre 2021

LO STOP
VENEZIA «Non c'è una specifica disposizione regionale, ma negli incontri quotidiani che abbiamo con i direttori generali delle Ulss vista la situazione è emersa la necessità di concentrarsi sui test agli studenti, sugli screening nelle case di riposo e negli ospedali, sui tracciamenti seguiti dal Sisp, il Servizio di igiene e sanità pubblica. Tutti gli altri che chiedono il tampone possono tranquillamente recarsi in farmacia, l'alternativa ce l'hanno». Così l'assessore regionale alla Sanità del Veneto, Manuela Lanzarin, spiega perché molti Covid Point dove si fanno i tamponi hanno o stanno chiudendo le porte ai no-vax o, comunque, alle persone che chiedono un tampone rapido senza avere i sintomi della malattia causata dal coronavirus.
LA SPIEGAZIONE
«Con l'aumento dei contagi e dei ricoveri - ha detto Lanzarin - le strutture della nostra sanità stanno andando in sofferenza, così si è deciso che la priorità deve essere quella di assicurare i tamponi in determinati contesti. Ricordo che se si verifica un caso positivo in una scuola bisogna fare i tamponi. Poi ci sono gli screening nelle Rsa e negli ospedali. Ci sono le persone che hanno sintomi e si presentano con la ricetta del medico. Tutti gli altri possono andare nelle farmacie». Tanto, è il concetto, il tampone se lo dovrebbero pagare comunque, 15 euro sia nel pubblico che nel privato. Solo che nel tutti gli altri si concentrano i no-vax, le persone che, non avendo avuto il vaccino, hanno bisogno del tampone per ottenere il Green pass - sia pure di durata limitata, 72 ore con il molecolare, 48 con l'antigenico - necessario ad esempio per andare a lavorare.
LE ULSS
Tant'è, da Padova a Venezia, a Verona si moltiplicano nei 75 punti tampone pubblici gli avvisi Test riservato a chi ha sintomi. Le Ulss andranno ad esaurimento di chi ha già fatto la prenotazione dei test a pagamento - a Padova chi era in lista fino al 28 novembre, a Verona fino al 1° dicembre - dopodiché sarà un'impresa fare un test non diagnostico in una struttura pubblica. Chi ne ha bisogno, anche per lavorare, dovrà affidarsi - ha spiegato ad esempio l'Ulss scaligera - alle farmacie che hanno aderito al servizio (solo tamponi rapidi), o alle strutture sanitarie private accreditate (rapidi e molecolari). I tamponi continueranno ad essere garantiti gratuitamente ai pazienti sintomatici e alle persone (familiari, colleghi di lavoro) che con essi hanno avuto stretti contatti. Nell'Ulss 3 Serenissima tamponi solo pro Green pass, sempre a pagamento, non si fanno più nei drive di piazzale Giustiniani a Mestre, all'ex ospedale Giustinian di Venezia, a Dolo, Noale e Chioggia, tutti riservati, ora, ai sintomatici e ai contatti inviati dal Servizio d'Igiene e Sanità pubblica. Restano però eseguibili a piazzale Roma e a San Marco e, ovviamente, dai privati, farmacie in testa.
La stretta recepisce le linee di azione fissate dalla Regione in questa fase, con l'indicazione ai direttori sanitari di modificare l'offerta di prestazioni, rivedendo i piani aziendali di recupero delle liste d'attesa e concentrando l'impiego del personale nelle attività di contrasto alla pandemia. (al.va.)
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