Stop ai muri anti-migranti L'Italia strappa l'impegno: «Solidarietà tra Paesi Ue»

Sabato 23 Ottobre 2021

IL VERTICE
BRUXELLES L'Europa non pagherà per muri e filo spinato alla frontiera per respingere i migranti, mentre l'Italia - che chiede più attenzione per il Mediterraneo - ottiene nelle conclusioni del Consiglio europeo un'apertura alla solidarietà nella gestione dei flussi tra i vari Stati membri dell'Ue. Al secondo e ultimo giorno del vertice dei leader Ue sul dossier migranti si ripete quanto andato in scena la sera prima sul caro-energia: oltre cinque ore di discussione fra i capi di Stato e di governo e riscrittura della bozza di accordo per strappare il consenso di tutti. Alla fine nel testo non compare l'impiego dei fondi europei per finanziare la costruzione delle barriere anti-migranti, nonostante il blitz di un gruppo di dieci Paesi - guidati da Grecia, Ungheria e Danimarca -, che aveva provato a inserire il riferimento. Sono gli stessi che a inizio mese, durante una riunione dei ministri dell'Interno, avevano chiesto «l'adattamento del quadro giuridico Ue alla nuova realtà». Si citano però esplicitamente «nuove misure restrittive» contro la Bielorussia, responsabile di sponsorizzare flussi di migranti al confine, strumentalizzati per mettere sotto pressione gli Stati dell'Est che adesso vogliono rafforzare le misure di sicurezza, mentre alla frontiera si contano i morti.
Di muri s'è parlato tanto ma, come ha chiarito in conferenza stampa il premier Mario Draghi, «la Commissione non è d'accordo, e lo stesso si può dire per tanti Paesi, compresa l'Italia». Semmai, «per una strana eterogenesi dei fini quello che doveva essere un paragrafo sul finanziamento dei muri non contiene questa possibilità, ma ha aperto uno spiraglio sulla discussione sul Patto Ue sull'asilo e la migrazione», il nuovo pacchetto su accoglienza e ricollocamenti proposto da Bruxelles e in stallo da più di un anno. Parole a cui ha fatto eco la presidente dell'esecutivo Ue Ursula von der Leyen: «Sul punto sono stata molto chiara, nessuna risorsa dal bilancio Ue». Posizione morbida che non ha convinto però il premier greco Kyriakos Mitsotakis: «Se vogliamo essere seri ed efficaci nel sorvegliare i confini comuni, non c'è nessuna ragione per escludere questi interventi (come la barriera che la Grecia sta costruendo alla frontiera con la Turchia, ndr) dai fondi del budget Ue».
Il summit ha confermato la mobilitazione di aiuti a sostegno dei rifugiati siriani e degli hotspot in Turchia, Giordania, Libano e pure Egitto, ma anche dimostrato la necessità «di riflettere sul tema», ha aggiunto Draghi. «La discussione ha chiarito qual è il motivo per cui alcuni Paesi vogliono cambiare le regole di Schenghen» sulla libertà di movimento dei cittadini Ue. «Quanto più debole è la protezione delle nostre frontiere, tanto più forte è la tentazione di limitare i movimenti interni all'Ue - ha precisato -. Sui rimpatri e le riammissioni occorre che l'Ue agisca tutta insieme».
I MOVIMENTI SECONDARI
Un appello alla solidarietà a ventisette che Draghi ha rivolto anche ai suoi colleghi e che alla fine è confluito nel testo approvato, dove si parla di movimenti secondari, gli spostamenti dei richiedenti asilo tra i vari Stati membri dell'Ue a cui il Nord Europa, Paesi Bassi di Mark Rutte in primis, vuole mettere il freno, rimandando indietro i migranti nello Stato di arrivo. Flussi da ridurre sì - si legge - ma «va garantito un giusto equilibrio tra responsabilità e solidarietà tra Paesi»; aggiunta dopo la quale Draghi si è detto «molto soddisfatto da come si è conclusa la discussione».
L'Istat certifica intanto lo stop agli arrivi nel 2020, in larga misura a causa della pandemia, con un crollo dei permessi di soggiorno di quasi il 40% dall'anno precedente; sono cresciuti invece i nuovi italiani (+4,1%), il 90% dei quali provenienti da Paesi non Ue. Certo, gli sbarchi sono nel frattempo raddoppiati rispetto a dodici mesi fa, e tanto basta come assist a Draghi per chiedere all'Ue «di dare importanza al Mediterraneo centrale» e «non privilegiare un Paese o una rotta».
Gabriele Rosana
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