Soglia di immunità a rischio I veneti non si vaccinano più

Venerdì 22 Ottobre 2021

I DATI
VENEZIA «Il nostro obiettivo è arrivare per ottobre all'81-82 per cento di veneti vaccinati». Il governatore Luca Zaia lo diceva ai primi di agosto, quando la campagna di profilassi contro il Covid-19 era entrata nel vivo e la Regione aveva messo a disposizione 200mila posti. Il mese di ottobre sta per finire, ma la soglia dell'80% è ancora lontana. E considerato, da un lato, il trend delle prenotazioni, con le terze dosi che hanno ampiamente superato le prime, e dall'altro il boom di tamponi per avere il Green pass senza siero, vien da chiedersi quando sarà raggiunta davvero l'immunità di gregge in Veneto. I dati diffusi ieri da Palazzo Balbi danno una copertura vaccinale, con ciclo completo, del 72,3%. Che arriva al 75,9% se si tiene conto di chi non ha ancora fatto il richiamo ma si è già prenotato. In nove giorni si arriverà all'80%? Intanto i contagi risultano in crescita: 446 - ed è il dato più alto tra le regioni - i nuovi casi di positività al coronavirus in Veneto e altri 4 morti.
IL SORPASSO
A colpire è il sorpasso, per il secondo giorno consecutivo, delle terze dosi sulle prime. Il bollettino della Regione diffuso ieri e relativo alla giornata di mercoledì 20 ottobre dà un totale di 12.347 somministrazioni di vaccino anti-Covid così ripartite: 2.481 prime dosi, 5.995 richiami, 3.871 dosi addizionali o booster. Mentre aumenta il numero degli over 60 che, a distanza di sei mesi dal richiamo, chiedono la terza inoculazione, a calare sono i debuttanti. Raddoppiano, però, le richieste di tamponi per avere il Green pass.
I TAMPONI
I dati regionali sui tamponi, messi in fila giorno dopo giorno, dimostrano chiaramente l'effetto Green pass. Prima dell'entrata in vigore dell'obbligatorietà della certificazione verde per andare a lavorare, si registrava infatti un aumento di test più che altro a ridosso del fine settimana: erano i tamponi chiesti dai non vaccinati per andare sostanzialmente in pizzeria o al ristorante il sabato sera o la domenica. La media di tamponi si aggirava sui 40/50mila tamponi al giorno di cui 30/40mila antigenici rapidi, effettuati per la stragrande maggioranza in farmacia. C'erano dei crolli nella richiesta di tamponi che coincidevano principalmente con le giornate festive. Ad esempio: domenica 3 ottobre poco più di 13mila test, idem domenica 10 ottobre. La svolta arriva quando entra in vigore il Green pass obbligatorio per andare a lavorare: la data fatidica è venerdì 15 ottobre, ma già dal giorno prima, giovedì 14, si capisce che c'è un sacco di gente non vaccinata che ha bisogno del pezzo di carta e quindi farsi il tampone. Da una media di 40/50mila test il 14 ottobre si passa a 82.719, il 15 ottobre sono 78.279. Poi il dato cala: sabato 16 sono 69.675, domenica 17 sono 29.018, ma si tratta sempre di dati molti più alti di quelli registrati nelle settimane precedenti. La giornata della domenica, che pure rappresenta il livello minimo settimanale, è quella che mostra chiaramente il raddoppio e anche di più: da 13mila a 29mila. Così il lunedì 18 ottobre, quando le 48 ore di validità del Green pass fatto la settimana prima sono scadute, c'è di nuovo la corsa in farmacia, all'Ulss, dal medico, nelle cliniche private: il totale accertato è 125.122 tamponi eseguiti tra rapidi e molecolari.
LA DISCORDANZA
Confrontando le tabelle della Regione e quelle pubblicate del ministero della Salute emerge una discordanza. La motivazione è che la data dei tamponi è quella in cui viene fatto il prelievo, ma non è detto che la processazione e il caricamento nel sistema sia immediato, può succedere che avvenga dopo uno, due o anche più giorni, con la conseguenza che l'esatto totale non è immediato.
Resta un dubbio: se sono circa 500mila i lavoratori veneti non vaccinati e i tamponi eseguiti sono solo 125mila al giorno, come si comportano gli altri senza siero e senza test?
Alda Vanzan
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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