Sindaco e scuola no pass Benvenuti a Povegliano

Giovedì 14 Ottobre 2021

LA STORIA
POVEGLIANO (TREVISO) Una vecchia casa disabitata, che si trasforma improvvisamente in una scuola alternativa attraverso il sistema dell'educazione parentale. E un sindaco non vaccinato contro il Covid, che è pronto a lavorare anche in strada e che non timbrerà la circolare per ricordare ai dipendenti l'introduzione del Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori. «Non firmo una circolare di stampo fascista e hitleriano», scandisce Rino Manzan, eletto con una lista civica unica sostenuta sia dalla Lega che dal Pd, con alle spalle un impegno di 17 anni in Cgil, fino all'incarico di responsabile regionale del patronato. Di più, si è pure offerto di pagare i tamponi di tasca propria ai dipendenti del Comune che non si sono vaccinati. E a tutto ciò si aggiunge anche la presenza di un medico di famiglia che fino a questo momento non si è sottoposto all'iniezione contro il coronavirus. Povegliano, paese di 5mila anime a una quindicina di chilometri da Treviso, si riscopre a vocazione no Green pass.
LE FAMIGLIE
Dall'inizio di questa settimana i residenti hanno cominciato a vedere ogni mattina una fila di famiglie imboccare vicolo Zanella, stradina di campagna, per poi lasciare i loro figli davanti a una casa rimasta disabitata per oltre un decennio. È qui che lunedì è stata aperta una nuova sede di Real human rights, associazione con base a Gruaro (Venezia) che stando allo statuto, tra le altre attività, finanzia anche studi allopatici e alternativi per la ricerca medica, compresa la loro diffusione. «Siamo un circolo ricreativo privato spiegano i volontari il nostro obiettivo è quello di darci una mano tra famiglie». Davanti alla porta d'ingresso ci sono le scarpe di una trentina di bambini che frequentano la struttura, aperta dal lunedì al venerdì. Di che età? Si va dall'asilo alle elementari. Per i primi non c'è l'obbligo scolastico. Per i secondi, invece, entra in gioco l'educazione parentale. Il cosiddetto homeschooling. «I genitori dei ragazzi iscritti all'associazione hanno fatto questa scelta e con il nostro circolo ricreativo diamo un aiuto a chi è impegnato per il lavoro dicono dalla casa di vicolo Zanella . Qualcuno non ha preso bene la nostra presenza, ma non facciamo nulla di male. Oltre ai bambini, ci ritroviamo anche con gli anziani e con tutte le persone iscritte che possono aver bisogno». Nel rispetto delle misure di prevenzione contro la diffusione del Covid? Qui viene il nodo. «Non riteniamo di dover rispondere tagliano corto i volontari con il ddl Zan si è parlato per mesi di discriminazioni. E adesso si fa finta di non capire che l'introduzione del Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori rappresenta una delle massime discriminazioni».
I RESIDENTI
A chi abita nella zona l'iniziativa non piace troppo. «Nessuno vorrebbe trovarsi con una scuola no-vax dietro casa sbottano senza contare che la viabilità non è adeguata per un servizio del genere». L'associazione Real human rights ha già comunicato al municipio l'avvio della nuova attività. Ma il sindaco non ha reagito come chi abita nell'area di vicolo Zanella. «Vista la situazione, sono per la libertà: l'importante è che le regole vengano rispettate dice . Il vero dramma è che i genitori oggi siano di fatto costretti a ricorrere a queste scuole parentali. È il fallimento delle istituzioni». Il primo cittadino del resto non si è vaccinato. «Per gravi motivi di salute dice ma è praticamente impossibile ottenere l'esenzione». Da domani lavorerà in municipio sottoponendosi ai tamponi periodici per avere il Green pass temporaneo. «E nei periodi in cui sarò scoperto lavorerò come sindaco in strada, ma senza gazebo», sottolinea riferendosi alla scelta del suo collega Riccardo Szumski, sindaco-medico di Santa Lucia di Piave, riferimento delle galassie no-vax e free-vax. «Io difendo i lavoratori, cosa che non fa più nessuno conclude Manzan per questo mi sono offerto di pagare i tamponi ai dipendenti del Comune non vaccinati, che da parte loro hanno declinato dicendo che si arrangeranno. Non è solo una questione di legge. Qui se non torniamo a riallacciare rapporti umani rischiamo il disastro».
Mauro Favaro
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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