Raffaele Alajmo, Ceo del gruppo padovano dell'alta ristorazione che conta la bellezza

Venerdì 26 Novembre 2021

Raffaele Alajmo, Ceo del gruppo padovano dell'alta ristorazione che conta la bellezza di tredici insegne fra Italia, Francia e Marocco, con un fatturato di quasi 15 milioni di euro nel 2019, ultimo anno normale (poi scesi a 7,5 nel 2020) ieri era a Parigi, dove ha partecipato ad una serata sold out nel suo Stern, a pochi passi dall'Opera, e oggi volerà a Marrakech - dove la famiglia gestisce anche il Sesamo -, per presenziare alla settimana della cucina italiana.
Alla domanda: «Che impatto avranno le nuove norme di accesso sulla ristorazione in generale e sulla vostra attività in particolare», Alajmo risponde in maniera netta: «Se ho capito bene, i clienti con il Super Green potranno entrare tranquillamente nei ristoranti. Se è così, per noi queste nuove norme sono una manna. Da quando il Green Pass è stato introdotto abbiamo lavorato molto bene, nessun cliente si è mai lamentato dei controlli, non è mai accaduto che qualcuno provasse ad entrare senza la carta verde e, infine, non è mai successo che qualcuno al telefono ci chiedesse di chiudere un occhio. I nostri clienti sono generalmente persone intelligenti e ragionevoli. E da noi sanno che possono pranzare e cenare in totale sicurezza».
C'è una convinzione ben precisa dietro questo atteggiamento. «Noi pensiamo che tutti coloro che amano la buona cucina, lo stare bene, la convivialità sana siano persone intelligenti e solidali. Credo che non solo noi ma tutti i ristoratori seri e rispettosi dei clienti e delle regole avranno solo da guadagnarci. Poi penso che l'85 per cento degli italiani rispettosi e solidali, oltre che così avveduti da mettere in sicurezza prima di tutto se stessi, alla fine salverà dai guai la minoranza che non conosce la parola solidarietà e che non intende vaccinarsi. Purtroppo, come accade spesso, chi sta alle regole deve pagare le conseguenze causate da chi non le rispetta. E questo non solo nel caso del Covid». In sostanza sul fronte ristoranti cambia poco o nulla. «Direi impatto zero. E se proprio dovessimo perdere qualche cliente no vax - conclude Alajmo - non ne sentiremo la mancanza. Da parecchio stiamo lavorando bene, siamo contenti. Certo, le ferite di sei mesi senza lavoro e senza vedere un euro dallo Stato non si possono rimarginare in fretta, ma siamo ancora vivi e pieni di entusiasmo».
Claudio De Min
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