Orban, grandi manovre a destra per l'alleanza E Meloni vola da Trump `

Mercoledì 5 Febbraio 2020

IL CASO
ROMA Orban diviso per tre. E lui chi preferisce dei tre? Il premier ungherese ha visto prima Giorgia Meloni, e insieme hanno celebrato l'incontro internazionale dei conservatori organizzato dalla fondazione americana Edmund Burke e concluso ieri a Roma. E tra Giorgia e Viktor, come si sa, e come si è visto anche ad Atreju dopo l'estate, l'intesa è perfetta. Poi è toccato a Berlusconi, il quale a Palazo Grazioli ha detto all'amico: «Resta con noi nel Ppe, e io farò di tutto per non farti mandare via, e non andare nel gruppo dei Conservatori e Riformisti con Fratelli d'Italia, i polacchi e quelli come loro». Ma c'è un Orban pure per Salvini e in serata, e in maniera per una volta riservata e non troppo strombazzata, anche il leader leghista insieme a Giorgetti incontra il collega ungherese. Che lui vorrebbe nell'eurogruppo super-sovranista Identità e Nazione ma ognuno lo tira dalla propria parte e Viktor sembra gradire queste attenzioni.
E comunque: i tre leader del centrodestra italiano si muovono in ordine sparso a livello internazionale. La Meloni ieri è partita per Washington, dove vedrà - e la speranza è una foto opportunity ma anzitutto un colloquio con Trump - il presidente Usa nel blindatissimo evento del National Prayer Breakfast, dove è stata invitata unica tra gli italiani e troverà repubblicani e democratici americani con cui dialogare. Trump parla domani in questo consesso (così chiuso che nessuno può portarsi al seguito il proprio staff) e magari lì per lì Giorgia potrà avere occasione d'incontrarlo. Ciò che è certo è che l'accreditamento della leader di Fratelli d'Italia a livello internazionale è una tappa importante per la crescita della sua destra. «Sono felice di andare negli Stati Uniti e di poter conoscere i membri del Congresso americano, mi hanno invitato e potremmo scambiarci i nostri punti di vista. Ma non voglio essere il referente per l'amministrazione Trump. Io sono il referente del popolo italiano, questo è il mio lavoro», dice così, prendendo il volo, la Meloni. E probabilmente interverrà parlando di patriottismo e di religiosità.
LA TELA
Ma anche Salvini tesse la sua tela internazionale. Il rapporto che ha stabilito con Israele e con quel governo vicinissimo a Trump ormai è più che consolidato. E il convegno sull'antisemitismo e l'antisionismo, unico intervallo che si è concesso nella campagna elettorale emiliano-romagnola ne è la riprova. Per dare una vera svolta alla strategia internazionale della Lega, il leader ha scelto Giorgetti come responsabile esteri. E sul Carroccio assicurano: «Cambierà tutto». America First - lo schiacciamento sulla Russia e tutto ciò che ne è derivato va maneggiato con altra cura - è la missione dell'uomo più diplomatico della Lega. Prove di derby a destra.
Mario Ajello
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