Mattarella e la violenza sulle donne: «È il fallimento della nostra società»

Venerdì 26 Novembre 2021

L'EMERGENZA
MILANO Da ieri, nella caserma dei carabinieri del Nucleo investigativo di Roma, in via Selci, c'è un posto speciale. L'hanno chiamato Una stanza tutta per sé: un luogo protetto, a cui si accede da un ingresso riservato, dove le donne vittime di violenza possono chiedere aiuto. «Poche denunciano, ma siamo riusciti nel tempo a migliorare la situazione. Dobbiamo aiutarle a difendersi, dobbiamo accompagnarle in questo percorso lavorando tutti insieme», afferma il capo del Dipartimento anticrimine della polizia Francesco Messina.
«NUMERI INTOLLERABILI»
Il giorno dedicato a sconfiggere la violenza contro le donne è, innanzitutto, il drammatico ricordo di chi non c'è più: 109 vittime dall'inizio dell'anno, un femminicidio ogni 72 ore. «Questa giornata impone di confrontarci, ogni anno, con numeri intollerabili che testimoniano una continua, diffusa e ancora inestirpabile violenza contro le donne. La nostra società è ancora pervasa, in differenti territori e in svariati contesti, da episodi di violenza, verbale, economica, fisica, frutto dell'idea, inaccettabile, che l'uomo possa prevaricare sulla donna utilizzando la forza», afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I femminicidi, ha detto il capo dello Stato, sono «un fallimento della nostra società nel suo insieme, che non è riuscita, nel percorso di liberazione compiuto dalle donne in quest'ultimo secolo, ad accettare una concezione pienamente paritaria dei rapporti di coppia». Abusi che stigmatizza anche Papa Francesco in un tweet: «Le varie forme di maltrattamento che subiscono molte donne sono una vigliaccheria e un degrado per gli uomini e per tutta l'umanità. Non possiamo guardare dall'altra parte. Le donne vittime di violenza devono essere protette dalla società». E poi c'è chi porta tatuato sul braccio il marchio del genocidio, della tragedia che ha segnato il Novecento. Ora, nel Terzo millennio, per un giorno è l'immagine della lotta contro i femminicidi, quella che la presidente del Senato Elisabetta Casellati ha definito «la più tragica mattanza del mondo contemporaneo». A 91 anni Liliana Segre, presidente della Commissione contro l'odio e l'intolleranza, non è voluta mancare all'iniziativa organizzata a Palazzo Madama nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Ad accoglierla, all'ingresso in aula, un'ovazione. La Camera ha approvato all'unanimità una mozione unitaria per interventi che mirano a sconfiggere ciò che il presidente di Montecitorio, Roberto Fico, ha definito «una piaga grave e inaccettabile», un «fenomeno strutturale e non emergenziale».
MASCHERINE ROSSE
C'è già il codice rosso, che velocizza i procedimenti contro gli aggressori. Ma non basta. E allora i deputati hanno impegnato il governo a promuove una serie di iniziative, a partire dai «percorsi formativi all'educazione e al rispetto della donna». In serata, monumenti e palazzi istituzionali - come Palazzo Chigi, Palazzo Madama e Montecitorio - sono stati illuminati di rosso, lo stesso colore delle mascherine indossate da molte parlamentari, anche da Liliana Segre. «Dal governo nuove risorse per rafforzare il sistema di assistenza alle donne vittime di abusi», annuncia la presidenza del Consiglio.
C.Gu.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA